Sicurezza
Pecci, 9 lavoratori in mobilità. Cenni: potranno essere riassorbiti. Ma la Cgil chiede chiarimenti
L’esito dell’incontro tra i sindacati e il presidente del museo, che è il sindaco. Lunedì prossimo partirà ufficialmente la procedura. Il sindacato: "Ci facciano capire gli obiettivi". Cenni: vogliamo ottimizzare i servizi
PRATO. Lunedì prossimo partirà la procedura per la messa in mobilità per 9 degli 11 addetti dell’ Area cultura e territorio del Centro Pecci, come primo passo della ristrutturazione della struttura organizzativa e delle nuove funzioni che arriveranno con il “raddoppio” del museo previsto per la tarda primavera del prossimo anno. Ma il sindaco tranquillizza sul destino di questi lavoratori.
È il risultato più eclatante - e preoccupante - emerso al termine dell’incontro avvenuto mercoledì 20 novembre fra i sindacati e il presidente del museo nonché sindaco Roberto Cenni, accompagnato dai dirigenti comunali e dai tecnici dell’Unione industriale. Nessun rinvio della procedura dunque come aveva chiesto il sindacato negli incontri precedenti, e così stamani la Rsa del Centro Pecci ha comunicato ai dipendenti la notizia, ma non l’elenco dei nomi interessati alla procedura che verrà reso noto solo lunedì prossimo.
Sulla decisione del cda del Centro Pecci, arriva la risposta di Alberto Santini, segretario provinciale della Filcam Cgil, che sta seguendo la trattativa fin dall’inizio, insieme al segretario generale Alessandro Fabbrizi. “Siamo disponibili a proseguire il confronto sulla riorganizzazione del museo - dice Santini - se la controparte non si limita a un mero elenco per ridurre i costi del personale, ma ci presenta i vari passaggi con cui raggiungere l’obiettivo dell'ampliamento”. Santini, in breve, chiede di poter conoscere gli obiettivi nei dettagli e come funzionerà domani il museo Pecci. Riguardo ai 9 esuberi, il segretario Filcams attende le lettere con i nominativi per l’inizio della procedura per aprire la trattativa, ricordando inoltre le difficoltà del rifinanziamento della Cassa integrazione in deroga.
Il presidente Roberto Cenni torna a ribadire che la richiesta di mobilità di 9 addetti deve essere inquadrata non come mero taglio di costi, ma come un passaggio finalizzato a ricercare nuove sinergie per affrontare i nuovi obbiettivi del museo. “Stiamo elaborando un bando per tutti i nostri musei con cui sarà possibile ottimizzare determinati servizi, come la biglietteria, la custodia, la didattica, il bookshop, da affidare in gestione a terzi - spiega Cenni - ma dall’altro lato dovremo acquisire nuove figure specialistiche per seguire i nuovi ambiti come l’architettura, il design, la moda, il cinema , la comunicazione, etc”.
E a proposito del nuovo bando, che sarà pronto entro la fine di quest’anno, Cenni rivela un particolare molto importante per i 9 addetti che lunedì riceveranno la lettera di messa in mora. “Se troveremo l’accordo nella trattativa, potremo inserire nel bando la clausola di un punteggio maggiore per quelle aziende che riassorbono gli addetti in esubero”. Insomma una riorganizzazione un po’ meno “dolorosa” per tutti.
IL SINDACO SUL NUOVO DIRETTORE: NO AGLI AMICI DEGLI AMICI
Intanto, il sindaco di Prato entra nel merito della scelta del nuovo direttore e difende il bando con cui è stata indetta la selezione. "Il Centro Pecci - dice Roberto Cenni - si è dimostrato entusiasta di fronte alla sfida lanciata dalla Regione Toscana di trasformare il Museo in un vero e proprio centro per l'arte contemporanea. Da parte nostra, per ovviare a un sistema che privilegiasse l'assunzione di amici degli amici abbiamo deciso di presentarci con un bando per il nuovo direttore aperto alla ricerca di specifiche e alte professionalità".
"Ciò che più conta per questa amministrazione - prosegue Cenni - è la garanzia di accesso a questo come ad ogni altro bando pubblico per chi intenda cimentarsi in questa attività. No agli amici degli amici o qualsiasi genere di clientela. Ad oggi sono state numerose le manifestazioni di interesse per questo bando ed è presto per dire se queste si trasformeranno o meno nella presentazione di curricula".
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