Il Tirreno

Prato

Prato, in barella costretti a prendere l’acqua

di Carlo Bartoli
Prato, in barella costretti a prendere l’acqua

La precaria situazione dei pazienti alla Palazzina Ovest e al nuovo ospedale denunciata dal Tribunale del malato di Prato

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PRATO. Costretti a prendere l’acqua per essere curati. I pazienti che entrano o escono dalla Palazzina Ovest del Misericordia e Dolce, dove vengono effettuate analisi e visite e dove sono sistemati i degenti delle Cure intermedi. I pazienti in barella o in carrozzina che sono trasporti da o nella palazzina sono esposti a freddo, vento e pioggia. a denunciare il fatto è il Centro dei diritti del malato.

«Fino alla chiusura del Misericordia e Dolce - spiega il presidente del Centro Fabio Baldi - i pazienti che accedevano alla Palazzina potevano usufruire dell’accesso da medicina nucleare o dalla camera calda del Pronto soccorso. A Medicina nucleare, il trasbordo da e per le ambulanze poteva avvenire al coperto, dato che una copertura permetteva ai pazienti in barella o in lettiga di essere trasportati negli ambulatori o al reparto di Cure intermedie senza rischiare di prendere l’acqua».

Adesso, invece, i pazienti in transito nelle giornate di pioggia, spiega Baldi, prendono l’acqua. «In più di un caso ho assistito a parenti o amici che affiancano con ombrelli le barelle o le carrozzine su cui si trovano i pazienti. Anche prima, il trasbordo avveniva all’aperto, ma almeno al coperto e in un luogo abbastanza riparato dal vento. Quando, invece, si accedeva dalla camera calda del Pronto soccorso, anche il problema del freddo era risolto». Un problema analogo si registra anche al nuovo ospedale. Secondo Baldi, lo spazio barellati, che non offre protezione da freddo e da vento, è esposto allo stesso problema in caso di pioggia a vento.

Il problema, aggiunge il presidente del Centro dei diritti del malato, è stato segnalato il giorno successivo all’inaugurazione del nuovo ospedale, «ma quella mail del 13 ottobre non ha avuto ancora risposta».

Per ovviare a questi problemi, il presidente del Centro dei diritti del malato propone all’Asl di acquistare delle tensostrutture dotate anche di coperture laterali da sistemare all’esterno, in modo da permettere alle ambulanze di entrare nella zona coperta e lì effettuare il trasbordo dei pazienti. «Sono strutture utilizzate spesso nelle sagre e nelle manifestazioni all’aperto che possono essere anche riscaldati, nel caso di un forte abbassamento della temperatura».

Per contattare l'autore dell'articolo: c.bartoli@iltirreno.it

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