Sicurezza
Elio senza lavoro da 4 anni. Ha fatto mille corsi e si è diplomato al Buzzi
Lavorava come pesatore alla Fintes. Ora studia anche il cinese e, ogni mattina, invia in media 20 curricula
PRATO. Elio Bencivegna nel 2009 era in mezzo a un piazzale. Era quello della Fintes, la rifinizione di uno dei più grossi gruppi tessili di Prato, il Fedora.

(La protesta di alcuni lavoratori della Fintes nel 2009)
Era.
Quel giorno i lavoratori delle aziende del gruppo stavano facendo un presidio. Da mesi l'azienda cercava di non soccombere - tra un piano di ristrutturazione e l'altro - senza però riuscire a rialzare la testa. Poi la storia racconta che il Gruppo è andato in concordato e, si sa, che probabilmente - almeno per una parte delle aziende - il crac non finirà qui. Elio, 47 anni, pesatore della rifinizione, per anni convinto che con quel lavoro sarebbe arrivato in pensione, oggi dopo 4 anni non ha ancora ritrovato un lavoro. Nel 2009 non era neppure tra i più preoccupati. Prato non era ancora quella che è oggi e sembrava che prima o poi la crisi sarebbe passata e che il lavoro sarebbe tornato.
"Sono solo", disse. "Non ho debiti - aggiunse - e vivo con i miei genitori approfitterò di questo periodo di cassa integrazione per studiare, per imparare cose nuove magari per non rimanere legato al settore tessile". Elio non credeva certo che quel periodo di cassa sarebbe stato così lungo.

(Il giornalista Ruotolo raccoglie gli sfoghi dei cassaintegrati del Fedora)
Elio è ancora in cassa integrazione in deroga e non vede un euro da marzo. "Lo ripeto: menomale sono un "bamboccione". Molti miei colleghi hanno dovuto rinunciare alla deroga entrando in mobilità perché non potevano più pagare il mutuo. Entrare in mobilità oggi vuol dire riscuotere ma rimanere prima senza alcun sostegno. E' una scelta che non ho fatto solo perché vivo con mia madre e con 20 anni di lavoro avevo dei risparmi. Ho ridotto tutte le spese al minimo (prima di spostare l'auto penso sempre se è davvero necessario) ma certo non posso andare avanti all'infinito. Invierò 20 curriculum al giorno ma di lavoro non se ne parla".
E certo Elio non si può dire sia rimasto con le mani in mano. "Ho fatto un corso alla Fil per addetto informatico e ho preso il patentino europeo di secondo livello. Poi grazie a un voucher per la cassa integrazione ho fatto un corso per assemblatore di computer con stage abbinato. Ho fatto altri stages non retribuiti. Pensavo fosse un settore dove il lavoro si trovava invece….".
Non lavorando il tempo libero è molto e quindi Elio ha preso anche un diploma. "Ho fatto le serali al Buzzi e mi sono diplomato perito informatico. Ho detto, così qualcosa cambierà…Niente". Ancora il lavoro non è arrivato e Elio ha cambiato genere di formazione. "Sto facendo un corso di cinese. Costa 100 euro e lo organizza il Comune. Mi son detto se non li puoi battere, impariamo a conviverci. Mi piace e soprattutto riesco ad impiegare il tempo. Da disoccupato non solo sei senza soldi ma non sai mai cosa fare e la depressione è sempre dietro l'angolo".
Ed Elio non è certo il solo in questa situazione in una città dove ricollocarsi è sempre più difficile.
Ottomila lavoratori in mobilità e cassa integrazione. Migliaia non riscuotono da mesi
Per contattare l'autrice dell'articolo i.reali@iltirreno.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
