Il dolore
Testamento biologico, un passo in avanti
Prato, il provvedimento è stato (quasi) approvato dalla giunta, si lavora di lima al testo guardando all’esempio di Casalecchio di Reno
PRATO. Il registro per il testamento biologico fa un passo avanti. L'iter cominciato lo scorso gennaio con una mozione presentata dall'Idv, Aurelio Donzella e votata all'unanimità dei presenti in consiglio comunale (18 i presenti su 40), è passato al vaglio della giunta. Con un piccolo intoppo. Il motivo sta nell'estrema delicatezza nel trovare una quadra fra amministrazione e commissioni consiliari sulla formula del modulo per esprimere le dichiarazioni di fine vita. «Tecnicamente non l'abbiamo ancora approvato», ammette l'assessore Anna Beltrame, che pur non avendo la delega delle politiche ha avuto il compito di illustrare il risultato dell'azione della giunta in commissione controllo e garanzia, stamane.
«Tuttavia, abbiamo dato un via libera nei fatti – prosegue –, decidendo di dare mandato alla commissione 5 (politiche sociali e sanità, ndr) di preparare il testo». Ci vorrà probabilmente ancora qualche settimana prima che in giunta torni la delibera e il tutto venga sanzionato dall'approvazione definitiva e dall'istituzione del registro. Nella bozza del provvedimento si sa che un ruolo primario sarà affidato all'Urp. La compilazione delle dichiarazioni – che include la nomina di un rappresentante, fiduciario – potrà avvenire negli uffici tradizionalmente affidati ai rapporti con il pubblico. Il senso di questo strumento viene specificato dall'assessore in termini, anzitutto, di civiltà: «È importante concedere ai cittadini la possibilità di scelta. È un atto soprattutto di testimonianza, sapendo che l'Italia non lo contempla per legge, basti vedere al caso di Eluana Englaro».
A portare avanti questa mission bipartisan Enrico Albini per il Pdl e Lia Vanni per il Pd. La perplessità, che ha fatto slittare i tempi per il disco verde, riguarda la possibilità di includere l'alimentazione e l'idratazione artificiale fra i trattamenti terapeutici espressamente rifiutabili o accettabili per iscritto. Una facoltà consentita dal Comune di Casalecchio di Reno, che è stato usato da modello in materia. Questo, ovviamente sempre su un piano teorico. Il biotestamento resta pur sempre privo di effetti giuridici. In realtà, se questa ipotesi viene accarezzata dalle componenti più laiche di maggioranza e opposizione, stamane è stata proposta una versione fino in fondo libertaria. A lanciarla Meri Negrelli dell'Hospice di Prato, che pensa a un modello totalmente libero nel quale il paziente possa lasciare le disposizioni sanitarie che preferisce.
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