Sicurezza
La Banca di Prato pronta a partire
Affollata assemblea con le autorità cittadine per il lancio del nuovo istituto di credito a chilometri zero
PRATO. Il via libera della Consob potrebbe essere questione di giorni, dopodiché passerà un anno o poco più per far sì che si avveri il sogno: l’apertura della prima filiale tra gennaio e febbraio 2015. Nel frattempo, stasera è stato sancito un patto ideale tra la Banca popolare di Prato e la città, rappresentata dalle istituzioni e dalle circa 200 persone che hanno affollato il salone consiliare del Palazzo comunale per accogliere la sfida di un nuovo istituto di credito a Prato, nato dal basso per volontà dei pratesi e... per i pratesi.
Una banca "a chilometro zero", come è stata ribattezzata, perché avrà come target specifico le imprese del territorio. Una sfida altamente tecnologica perché il nuovo istituto, intorno a cui gravita un comitato promotore di 50 persone (tra professionisti, imprenditori, impiegati e pensionati: inizialmente erano nove) e di cui si parla ormai da un anno e mezzo, si propone di diventare una banca 3.0 ad alto contenuto tecnologico, capace di rafforzare il rapporto diretto con soci e correntisti, sfruttando le nove tecnologie per liberare il personale dalle incombenze dell’attività di sportello e portarlo più sul territorio.
Lo slogan? “Non una nuova banca, ma una banca nuova per Prato”, in grado di radicarsi profondamente sul tessuto imprenditoriale pratese, con quella specificità locale che è venuta meno all’ex Cariprato oggi incorporata nella Banca popolare di Vicenza. «L’obiettivo è che ogni centesimo raccolto a Prato venga investito a Prato», come spiegano Francesco Guarducci e Alessio Pacini, rispettivamente presidente e vice.
In attesa del semaforo verde della Consob (cui la documentazione è stata inviata a fine agosto scorso), si delineano i contorni della banca che sarà. Ovvero, una sola filiale con meno di 10 impiegati e punti "spot" decentrati in luoghi di socializzazione e di servizi, come associazioni di categoria. Sobrietà è un'altra parola chiave del nuovo istituto: il direttore non percepirà più di cinque volte lo stipendio dovuto al dipendente con il contratto più basso. A sposare il manifesto programmatico della nuova banca che, se avrà l’ok della Consob, dovrà raccogliere 10 milioni di euro in un anno come capitale di partenza, il sindaco Roberto Cenni e il presidente della Provincia Lamberto Gestri.
«Prato merita una struttura che abbia radici profonde sul territorio e qui investa, a maggior ragione in questo momento di crisi», è la dichiarazione del primo cittadino mentre Gestri sottolinea «la voglia di riscatto di Prato e dei pratesi: devono essere loro i primi a sostenere la nuova realtà»
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