Il Tirreno

Prato

CODICE ROSA

Sono in aumento i ricoveri per maltrattamenti e abusi

di Gabriele Firmani
Sono in aumento i ricoveri per maltrattamenti e abusi

PRATO. Ogni giorno almeno 8 vittime di violenza vengono accolte all’interno degli ospedali della Toscana: un quadro drammatico e allo stesso tempo parziale quello che emerge dal bilancio dei primi...

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PRATO. Ogni giorno almeno 8 vittime di violenza vengono accolte all’interno degli ospedali della Toscana: un quadro drammatico e allo stesso tempo parziale quello che emerge dal bilancio dei primi nove mesi del 2013 del servizio di Codice Rosa, lo speciale percorso di accettazione nei pronti soccorso riservato alle vittime di abusi e maltrattamenti. Il dato dei 2259 nuovi casi di pazienti risultati al centro di episodi di violenza di natura prevalentemente domestica, si riferisce infatti esclusivamente alle strutture ospedaliere delle 10 Asl toscane in cui è attualmente attivo il servizio. Lanciato per primo dalla Asl di Grosseto nel 2010, lo speciale percorso di assistenza medica e psicologica rivolto a tutti i pazienti vittima di violenza in ingresso nei pronti soccorso sarà esteso all’intera rete ospedaliera della Toscana soltanto a partire dal prossimo mese di gennaio. Secondo i risultati dell’indagine resa nota dalla Regione, nei primi nove mesi del 2013 i casi di codice rosa hanno riguardato in massima parte vittime di maltrattamenti, 2139 casi, di abusi, 108, e vittime di violenza in seguito a stalking, 12 casi. Donne, la maggioranza assoluta delle vittime, 1462 su un totale di 2006 pazienti adulti accolti con codice rosa, comprese in particolar modo nella fascia di età 30-39 anni. A destare particolare preoccupazione è anche il numero di anziani risultati vittima di violenza, 145 i codici rosa riferiti a over 60, e di minori con 253 casi totali. Prevale ampiamente, sia fra la fascia di età adulta che fra i minorenni, la componente italiana dei pazienti accolti con codice rosa, pari al 62% del totale. «Nelle aziende ospedaliere in cui lo speciale protocollo di assistenza viene applicato - ha detto l'assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni - questo sta dando buoni risultati, contribuendo sia a far emergere casi di violenza che altrimenti resterebbero sommersi, sia a tutelare le vittime e a perseguire i loro responsabili. La sua forza è il lavoro di squadra di tutti gli operatori coinvolti: mettendo in rete le competenze di medici, infermieri, psicologi, assistenti sociali, rappresentanti della magistratura, delle forze dell'ordine, di associazioni e di centri antiviolenza, riusciamo a fornire un’azione coordinata ed efficace a sostegno delle fasce più deboli«. Un punto su cui ancora dover lavorare, ha ammesso da parte sua la responsabile regionale del Codice Rosa, Paola Maglieshi, è rappresentato dal numero estremamente ridotto di vittime che decidono a seguito del ricevimento delle cure mediche e psicologiche all’interno degli ospedali, di sporgere effettiva denuncia nei confronti degli autori delle violenze subite: «ad una scelta già di per sé di difficile - ha sottolineato Maglieschi - si è andata ad aggiungere la recente legge 119 approvata dal Parlamento che impone la irrevocabilità di ciascuna denuncia sporta: un obbligo che porta ancor di più molte vittime a rinunciare in partenza alla strada dell’azione giudiziaria».

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