Sicurezza
Prato, rapine contro i cinesi, condannati cinque albanesi
In una notte misero a segno due colpi e una ricettazione. Il tribunale ha inflitto 3 anni e 3 mesi a quttro imputati. Tre mesi in più al quinto componente della banda
PRATO. Sono tutti giovanissimi, dai 21 ai 25 anni, e lo erano ancora di più all’epoca dei fatti i cinque albanesi che ieri sono stati condannati a tre anni e tre mesi di reclusione per una “notte brava” nella quale erano accusati di aver compiuto due rapine e una ricettazione, tutte ai danni di cittadini cinesi.I cinque, difesi da Melissa Stefanacci e Ambra Guidelli, sono stati giudicati ieri dal Tribunale presieduto da Ettore Nicotra.
I fatti che hanno dato origine al processo risalgono alla sera del 28 luglio 2010, quando in rapida successione furono aggrediti tre cinesi in centro. A uno degli episodi assistette un testimone italiano che chiamò i carabinieri raccontando di aver visto un orientale a cui veniva sottratta la bicicletta.
I cinque giovani albanesi, Ervis Aliaj, Ilir Bardaj, Emiliano Dervishi, Sinan Meco e Fejzo Giomemo, furono trovati a poca distanza dal luogo dell’aggressione e con la bicicletta, oltre che alcuni telefoni cellulari di proprietà di cinesi di cui non seppero giustificare il possesso. Una delle due rapine contestate è stata poi riqualificata in ricettazione, ma il risultato non cambia di molto. Tutti sono stati condannati a tre anni e tre mesi di reclusione, come chiedeva il pubblico ministero Laura Canovai, ad eccezione di Fejzo Gjomemo che è stato condannato a tre anni e sei mesi.
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