Il dolore
«La pecora è mia l’avevo prestata per il rito evangelico»
La vera storia dell’animale trovato legato sul marciapiede L’allevatore l’aveva data a un conoscente: rischia la multa
VALDIBISENZIO. Nessun rito sacrificale per la pecora che domenica mattina è stata lasciata legata davanti al tempio evangelico di Galciana. L’animale doveva essere soltanto benedetto per un rito e la sera sarebbe dovuto tornare al suo allevamento in Val di Bisenzio, sana e salva. «L'animale – spiega l'allevatore – era stato soltanto prestato, ho fatto un piacere ad un conoscente e mi sono ritrovato in un mare di guai». La scorsa settimana un fedele, che l'allevatore conosce, ha chiesto di avere per qualche ora la pecora: si doveva celebrare una funzione religiosa solenne, tipo una Pasqua, in cui era necessario benedire una pecora viva. «Come stabilito, sabato verso sera ho preso l'animale prescelto, una femmina da agnellini di cinque anni , e con il mio mezzo l'ho accompagnata a Prato. Vicino alla chiesa c'è un pezzo di terra con un recinto, lì ho preparato il giaciglio per la notte e il cibo sufficiente. Poi sono tornato a Vaiano, la domenica sera sarei dovuto ritornare a prenderla». Ma gli abitanti di Galciana preoccupati per le sorti della pecora hanno chiamato le forze dell'ordine, così l'allevatore insieme alla pecora, con un notevole anticipo rispetto agli accordi, si è trovato davanti all' uscio di casa anche una squadra delle Gav e delle guardie zoofile. «Quando siamo arrivati – spiega Alessandro Quercioli coordinatore delle guardie zoofile - l'animale era in ottima salute, ma privo del bollino blu, quello che serve per la tracciabilità, siamo comunque riusciti a trovare l'allevatore. In realtà l'allarme è rientrato: non era prevista nessuna macellazione e i documenti della pecora erano in regola. L'infrazione contestata è il luogo dove era custodita, il marciapiede non si può considerare un ricovero». Secondo la legge l'animale quando si allontana dall' allevamento deve anche viaggiare con il certificato di provenienza, e la pecora di Galciana non l'aveva. «Domenica mattina è stato un incubo- spiega l'allevatore - la notizia si è diffusa e la mia reputazione di allevatore serio per un attimo ha vacillato; non presterò mai più i miei animali, che per me sono fonte di reddito. Conosco ciascuno, e sono 180, il primo a voler tutelare la pecora sono io». Sbrigati tutti i controlli burocratici la pecora, è stata consegnata al suo legittimo proprietario, ma il rito evangelico è stato irrimediabilmente interrotto.
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