Attenzione
Farmacia territoriale nell’ex pronto soccorso
E’ una delle funzioni che torna nel Misericordia e Dolce assieme ad alcuni ambulatori. Nel nuovo ospedale il parcheggio resta gratis ancora per un po’
PRATO. La farmacia dell’ospedale, il punto vendita territoriale, andrà, con ogni probabilità, ad occupare una parte dei locali dell’ex pronto soccorso del Misericordia e Dolce. E’ il “risiko” post trasferimento nel nuovo presidio di Galciana, che occupa i dirigenti Asl alle prese, non solo con la messa a regime del nuovo ospedale ma con i problemi di sicurezza del vecchio.
«Non si tratta di una scelta semplice - spiega il direttore sanitario Simona Carli - Il nostro obiettivo è garantire il mantenimento di alcune funzioni sanitaria in una parte del Misericordia e Dolce che però deve avere delle caratteristiche ben precise: essere ristrutturato, facilmente controllabile (avere un unica via di accesso ndr), avere un’alimentazione energetica autonoma rispetto al resto dell’ospedale».
Non sono molte le aree del vecchio ospedale a possedere tutti e tre i criteri: solo l’ex pronto soccorso e alcuni dei locali del piano terra nell’ex centro polivalente. Per la farmacia si tratta di un ritorno a casa: la rivendita territoriale avrebbe dovuto nascere al piano terreno della palazzina dell’economato nel nuovo ospedale. Invece il punto vendita verrà allestito nel vecchio nosocomio. «A Galciana - continua Carli - resterà la distribuzione di farmaci per i pazienti che verranno dimessi dopo il ricovero». Anche altre attività verranno ospitate in quella porzione di Misericordia e Dolce destinata a riprendere vita: «Stiamo pensando - prosegue il direttore sanitario - ad alcuni ambulatori territoriali». Sui quali però non c’è ancora stata una decisione. «Molto dipenderà dalla valutazione tecnica - aggiunge Carli - che verrà fatta degli ambienti». Deciso, invece, il trasferimento di anatomia patologica nel nuovo ospedale. «Un passo - afferma Carli - che è necessario fare». Il reparto troverà posto o nella palazzina dell’economato negli spazi lasciati liberi dalla farmacia territoriale o in uno dei laboratori. Non verranno però effettuate le autopsie: «Da anni si fanno a Pistoia» afferma Carli, nè verrà creato un luogo nel quale fare sostare le salme. Nel “risiko” della sanità pratese resta in sospeso il destino del 118, che per il momento non verrà centralizzato a Firenze ma che non avrà uno sviluppo certo a Prato. «La Regione - conclude Carli - deve ancora decidere l’assetto complessivo dei centri di pronto intervento che da tre pare siano passati a sei in tutta la Toscana. Restiamo in attesa».
Sul fronte della gestione dei servizi nel nuovo ospedale affidati alla Ge.Sat è il caso di dire “nessuna nuova, buona nuova”. Per un semplice motivo: la società non ha ancora deciso la tariffa da apporre al parcheggio del nuovo ospedale che per il momento resta gratuito. «Esistono quattro nuove strutture ospedaliere in Toscana - spiega Luca Pecchio, direttore GeSat - e dobbiamo decidere una tariffa del parcheggio che vada bene per tutte. Quindi occorrerà ancora un po’ di tempo». Rush finale invece per il bar «affidato a una ditta di Bergamo che già conosciamo» e per l’edicola cartolerie «per aprire la quale - continua Pecchio - esistono già due pretendenti. Speriamo di poter concludere l’assegnazione il prima possibile». Una volta che anche questi “dettagli” saranno a posto, partirà un’indagine interna per capire quali altri servizi saranno necessari, palestra compresa.
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