Il Tirreno

Prato

Codice rosa a Prato: sono 233 le donne maltrattate nel 2013

Codice rosa a Prato: sono 233 le donne maltrattate nel 2013

Sono i casi di violenza (anche su minori e anziani) registrati al pronto soccorso e resi noti dall’assessore regionale alla Sanità Luigi Marroni. Tante anche le donne straniere

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Le donne pratesi vittime di maltrattamenti e abusi all'interno delle proprie mura domestiche, continuano a vincere la vergogna e a recarsi al Pronto soccorso per ricevere le adeguate cure sia mediche che psicologiche: i dati riferiti ai primi 9 mesi del 2013, resi noti ieri dall’assessore regionale al diritto alla salute Luigi Marroni, parlano di 233 ingressi effettuati all’Ospedale di Prato tramite codice rosa.

“Un dato - sottolinea la responsabile dello speciale percorso di accettazione all’interno dell’ospedale pratese, Laura Beninato - che se da una parte conferma la gravità del fenomeno della violenza di natura domestica, dall’altra ci dice anche di come tra la popolazione pratese si stia diffondendo sempre di più la conoscenza dello speciale servizio di assistenza medica e psicologica offerta all’interno del pronto soccorso”.

Il numero maggiore di codici rosa, è contenuto anche a Prato, con 72 casi, nella fascia d’età compresa fra i 30 e i 39 anni: “Appartengono a quest’età - spiega Beninato - le donne che raggiungono il maggior grado di consapevolezza”. Se la maggioranza di codici rosa è ancora rappresentata da pazienti di nazionalità italiana, estremamente rilevante si fa anche il numero di vittime straniere, 76 casi, approdate al pronto soccorso dell’ospedale pratese denunciando i maltrattamenti subiti: circa due terzi del totale è rappresentato da pazienti cinesi, seguite da nigeriane e marocchine.

“Purtroppo permane ancora troppo spesso - continua Beninato - il problema della barriera culturale e linguistica che porta molte pazienti a non voler ammettere la reale natura delle lesioni di cui sono risultate vittima”. Per rivolgersi ancora con maggiore incisività alla popolazione cinese, che pur non dimostra, secondo Beninato, “di essere meno reticente rispetto ad altre etnie nell’ammettere i maltrattamenti subiti fino ad arrivare a perseguire i loro responsabili”, il 25 novembre prossimo, alla kermesse organizzata nella hall del nuovo ospedale di Prato per la giornata mondiale contro la violenza alle donne, è stato invitato - ed ha accettato - anche al console generale della repubblica popolare cinese.

Donne vittime di violenza a parte, a preoccupare nel bilancio sull’andamento del progetto del Codice rosa nei primi 9 mesi dell’anno, è anche il numeri di minori, 17 in totale, arrivati al Pronto soccorso in quanto vittima di maltrattamenti e abusi, e di anziani over 60, accolti con codice rosa in ben 27 casi: “Un fenomeno quest’ultimo in continua crescita - fa sapere Beninato - che vede soprattutto al centro anziani vittime di figli con problemi psichiatrici o affetti da tossicodipendenza: situazioni familiari spesso già note ai servizi di assistenza sociale, mai prima però sfociate in un tale livello di violenza”.

Residuale anche al Pronto soccorso di Prato si fa infine il numero di denunce giudiziarie seguite all’accoglienza con codice rosa: “Soltanto in pochissimi casi - riconosce Beninato - le vittime decidono di sporgere denuncia: un dato però non da sottovalutare dal momento che proprio nell’azione facoltativa da parte della vittima, di dar vita o meno al perseguimento legale degli autori delle violenze subite, rientra la forza del Codice rosa”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web