Sicurezza
I risultati delle Comunarie: Barosco corre da sindaco
Concluse le votazioni del Movimento 5 Stelle: al vincitore 93 preferenze e 58 ad Adriana Pagliai. La battaglia politica contro “il sistema assistenzialista”
PRATO. L'affermazione di Barosco in mezzo ad un'esangue affluenza al voto. Il bilancio delle ribattezzate comunarie – le primarie del Movimento 5 Stelle, aperte a ogni elettore, per la selezione del candidato sindaco grillino alle amministrative di primavera – ha dei contorni della delusione anche per chi le ha organizzate. Quando in viale Piave si è chiuso l'ultimo seggio, oggi alle 13, la quota di partecipazione si è arrestata ad appena 153 voti, comprensivi di 2 schede bianche, 93 preferenze per Fausto Barosco (il 61%) e 58 per Adriana Pagliai (il 41%).
Sulla lettura di questo risultato i due sfidanti esprimono valutazioni differenti. Secondo la candidata che ha portato nel M5S una lunga esperienza fra i comitati ambientalisti il difetto starebbe nel metodo: «Mi aspettavo oggettivamente un numero superiore di elettori. Non c'era un'attenzione forte sulle differenze fra i due candidati e non abbiamo impostato il discorso in maniera competitiva. L'importante è che al Movimento non manchino i voti il giorno delle elezioni». Con un invito a guardare più che alle Comunarie alla performance delle Comunali. Barosco, invece, difende la crescita del potenziale di attrazione dei cittadini nell'arco dell'ultimo quinquennio, ponendo l'accento sul confronto fra la copertura mediatica dei pentastellati al confronto, ad esempio, del Pd: «Nel 2009 fummo in 10 persone a decidere chi di noi dovesse essere candidato (per la cronaca, anche allora a spuntarla fu Barosco, ndr). Oggi c'è stata una crescita esponenziale. Inoltre, dobbiamo considerare che noi non abbiamo 30 circoli sul territorio né abbiamo suddiviso il voto in un mese cosa che è successa per il congresso provinciale del Partito Democratico. Potevamo fare come a Montemurlo, dove le Comunarie (il cui esito si conoscerà il 1° dicembre, ndr) si fanno in più giornate e anche nei mercati, ma sarebbe stato un modo di gonfiare i numeri». Un altro punto a favore è la raccolta di contatti, circa 200 simpatizzanti pronti a dare una mano nella campagna elettorale: «Abbiamo una bella macchina da guerra» comunica l'organizer Gabriele Pecchioli. Sul piano programmatico, Fausto Barosco – imprenditore quarantaduenne – lancia un messaggio di rottura totale rispetto alla giunta Cenni e anche in rapporto al Pd. Con una focalizzazione sulle società partecipate, cultura e Varvarito: «C'è un sistema assistenzialista qua a Prato che comincia con le aziende controllate dal Comune e prosegue con le spese per eventi come i 200 mila euro per il festival del pane, il mezzo milione per il monumento al vento o i 60 mila per il concerto della Mannoia. Con la nostra proposta, che qualcuno definirebbe libertaria, vogliamo usare quei soldi per incentivare chi ha dei progetti a realizzarli e per diminuire le tasse».
Il tema ecologista resta la linea guida per eccellenza del Movimento, declinato in chiave fiscale dall'aspirante sindaco grillino: «Con un centro di riciclo sul modello di Vedelago potremmo abbassare la Tia dei 2/3». Un contenuto per distinguersi sia dall'attuale maggioranza di centrodestra sia dall'opposizione targata democrats: «Prato non è stata valorizzata adeguatamente per 60 anni».
Carlandrea Poli
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