Il Tirreno

Prato

«Quella pillola è un aborto» L’anatema del ricercatore

Al convegno organizzato dal Centro aiuto per la vita il professor Mozzanega lancia l’allarme «Le case farmaceutiche fanno una battaglia contro l’embrione con informazioni false»

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PRATO. «La pillola del giorno dopo impedisce all' ovulo fecondato di impiantarsi in un corpo luteo adeguato, quindi il farmaco non si può considerare assolutamente un antiovulatorio». In altri termini l'ovulo non riesce ad attaccarsi alla parete dell' utero e quindi si provoca un aborto.

Bruno Mozzanega ricercatore alla clinica ostetrica dell'università di Padova, ospite del convegno organizzato dal Centro Aiuto per la Vita “La fecondazione, l'aborto chimico e la pillola del giorno dopo” non usa mezzi termini per presentare l'altra faccia della pillola del giorno.

«Non riesco a capire come mai si faccia, da parte delle associazioni dei ginecologi, delle ostetriche e delle case farmaceutiche, una battaglia contro l'embrione passando per una comunicazione falsa dove le vittime sono le donne».

In Italia vengono vendute ogni anno 360.000 pillole del giorno dopo, la metà sono utilizzate da adolescenti.

«Purtroppo le ragazze di oggi hanno scarsissime conoscenze sull'apparato riproduttivo, quindi ricorrono alla pillola del giorno dopo anche in casi in cui non è necessario, visto che generalmente non sanno quando sono nel periodo fertile».

L'ignoranza in materia è impressionante, un' indagine fatta dall'università di Padova sottolinea come oltre il 70% delle intervistate non sappia quanto dura il ciclo mestruale e cosa sia l'ovulazione. In questo quadro sconfortante cresce l'utilizzo della pillola “magica” che si assume in una sola dose, non necessità di esami e non ha tutti gli effetti collaterali indesiderati della pillola anticoncezionale.

«Anche per EllaOne, quelle dei cinque giorni, il ragionamento è lo stesso - spiega Mozzanega - In pratica l'ovulazione viene bloccata per il 78% nei primi tre giorni in cui la donna è fertile, però in questo periodo le probabilità di rimanere incinta sono inferiori rispetto ai due giorni successivi dove l'effetto del farmaco va a diminuire».

Al convegno è intervenuto anche il vescovo Franco Agostinelli. «Ben vengano convegni di questo tipo su argomenti di attualità, che non siano pensati solo per gli addetti ai lavori, ma per tutta la cittadinanza» ha detto Agostinelli.

Nel salone vescovile oltre a ginecologi, ostetriche ed educatori anche qualche giovane coppia. «Abbiamo sentito la necessità di organizzare questo incontro - ha spiegato la presidentessa del Cav Patrizia Benvenuti - in seguito ad una precisa segnalazione delle farmacie che nei fine settimana registrano il picco delle vendite delle pillole del giorno dopo soprattutto su richiesta di giovanissime».

Alessandra Agrati

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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