Il Tirreno

Prato

La farfalla che gira il mondo ama fermarsi in San Domenico

di Vezio Trifoni
La farfalla che gira il mondo ama fermarsi in San Domenico

La capitana della squadra azzurra di ginnastica ritmica parla della sua passione per lo sport e dell’affetto che nutre per la sua città. «La nostalgia sparisce appena addento un cantuccio»

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PRATO. Marta Pagnini è la capitana delle farfalle azzurre che hanno conquistato la medaglia d'argento ai Mondiali di ginnastica ritmica a Kiev. Ma soprattutto è una pratese doc che ama la sua città e che ogni volta ha l'occasione torna nella sua San Domenico.

«Prato è casa mia dove c'è la mia famiglia e soprattutto dove c'è la mia palestra l'Etruria, proprio recentemente sono venuta perché i miei amici gli hanno fatto un vernissage. Mi piace, dopo essere stata per tanto tempo in giro per il mondo, fare una passeggiata per le strade del centro perché mi ricorda momenti belli insieme ai miei amici. Piazza San Domenico è molto importante per me perché ho fatto le medie a Santa Caterina dè Ricci e quindi è la zona che ho frequentato di più».

Ma il legame con Prato è dato da grandi amicizie. «E' vero ho un'amica che è parte di me - continua la farfalla pratese - è come una sorella perché è da 15 anni che è sempre presente nella mia vita: Giuditta Vannucchi. E' l'unione tra la mia città e il fatto che per tanto tempo devo stare lontano per preparare manifestazioni e allenamenti».

Come è nata la passione per la ginnastica? «Ho iniziato come tante bambine con la danza classica e solo a 8 anni ho iniziato a fare ginnastica, tutti mi dicevano che era troppo tardi, ma io sono stata determinata - spiega Marta - e all'Etruria passavo tutta la giornata ad allenarmi. A 14 anni ho seguito la mia allenatrice ad Arezzo al Centro Tecnico e mi allenavo due volte al giorno e da lì sono stata convocata in nazionale e mi sono trasferita a Desio, vicino Milano, dove c'è il centro tecnico nazionale». So che all'inizio eri tentata anche dal pianoforte. «E' vero papà ha la passione del pianoforte ed ero molto incerta se scegliere la musica o la ginnastica - continua Marta Pagnini - ma poi ho deciso per la ginnastica e forse ho fatto bene. Anche se il pianoforte a casa lo abbiamo e forse quando terminerò di gareggiare proverò a suonarlo». Tantissimi sportivi ti hanno conosciuto per la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Londra ma avevate già conquistato altre medaglie ai mondiali e agli Europei. «E' vero ma le Olimpiadi sono qualcosa di unico e che danno l'opportunità a tutti di conoscere sport differenti - continua Marta - la medaglia a Londra è stata qualcosa di eccezionale e mi ha gratificato di tanti sacrifici". Un sogno realizzato?«Un primo sogno perché l'obiettivo è quello di fare meglio in Brasile e per questo insieme alla squadra ci stiamo preparando al meglio per il secondo sogno». Qui parli da capitana. «Sì è vero la federazione mi ha dato questa responsabilità che mi da ancora più forza, ora sento una responsabilità maggiore anche perchè la squadra rispetto alle Olimpiadi si è completamente rinnovata - spiega la farfalla pratese - e sento la gioia e anche la sconfitta in maniera diversa. Cerco di tenere sotto controllo tutto e soprattutto dico alle ragazze di non mollare mai». Un grosso aiuto ve lo da l'Aeronautica Militare. «Senza di loro non potrei continuare questa attività e per questo ringrazio l'arma dove sono arruolata e di cui faccio parte». L'obiettivo sono le Olimpiadi del 2016 in Brasile ma il prossimo anno ci sono tanti appuntamenti " Ora ci stiamo preparando per la prossima stagione e a marzo avremo la Coppa del Mondo, a giugno gli Europei e a settembre i Mondiali - dice Pagnini - non è facile mantenere la concentrazione per tutta la stagione ma noi siamo un gruppo molto unito e che ha tanta passione».

Per ricordati di Prato cosa fai ? «Mi porto dietro un sacchetto di cantucci e ogni tanto ne mangio uno. E' come riassaporare la mia città».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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