Il dolore
Anche la Vallata è un regno di tartufi
Esiste un’associazione che ha realizzato una riserva ad hoc Il prossimo fine settimana è prevista la sagra al Mulinaccio
VALDIBISENZIO. La Valdibisenzio non è solo terra delle castagne e delle olive, ma anche tartufi particolarmente buoni tanto che Galilelo Galilei - di cui già si conosce la passione per il vino della Vallata- dopo il soggiorno a villa San Gaudenzio, si faceva spedire a Pisa cassette di tuberi raccolti nei boschi di Vaiano. Questa tradizione oggi continua a vivere grazie all' associazione tartufai della Valdibisenzio che ha costituito una sorta di riserva che si estende da Capanne fino a Campo Sanico passando per Lavacchio, in cui raccogliere tartufi. E grazie all’impegno nel far conoscere questo prodotto che in pochi sanno esistere anche nell’area pratese.
«Il nostro obiettivo – spiega il presidente dell’associazione locale di tartufai Mario Galli – è di preservare i boschi della Calvana e contemporaneamente tutelare le zone da tartufo».
In quest'ottica sono stati presi in affitto alcuni terreni, altri sono stati concessi gratuitamente dalle aziende agricole locali. I tartufai, come al tempo di Galileo, sono accompagnati dai cani “lagotto”, il nome della razza deriva dall'abitudine dell'animale di recuperare le prede di caccia cadute nel lago, veri esperti di tartufi. «In realtà – continua Gelli – si possono addestrare tutte le razze a diventare tartufai è un lavoro di pazienza che sviluppa l'olfatto».
E’ il cane infatti il bene più prezioso di ogni tartufaio.
La stagione del tartufo si apre a giugno e termina a dicembre, a Prato cresce quello di Borgogna, ma da settembre la raccolta è stata più difficile per mancanza delle condizioni climatiche: serve pioggia, ma non deve fare troppo caldo.
«Abbiamo comunque un piccolo record, un tartufo di 485 grammi, una bella soddisfazione che ci ha dato nuovo slancio nel cercare di estendere la riserva». Intanto i tartufai per raccogliere fondi destinati ai loro progetti organizzano per il 24 e il 25 novembre la sagra Re Tartufo, quest'anno con un giorno in più. «Nella cornice di Villa del Mulinaccio – spiega il presidente – abbiamo organizzato il consueto mercatino del gusto, a cui partecipano artigiani locali ma anche di altre regioni, che prosegue anche domenica».
Il sabato, come da tradizione ci sarà la cena a base di tartufo annaffiato con i vini di Carmignano, si replica domenica a pranzo. «La prossima edizione – promette il presidente – cercheremo di organizzare anche una gara fra tartufai, un modo per dare un po' di movimento alla manifestazione, ma anche per spiegare a grandi e bambini la tecnica della ricerca».
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