Il Tirreno

Prato

Prato, anche una parte dell’Udc nel centrodestra antiCenni

di Carlandrea Poli
Prato, anche una parte dell’Udc nel centrodestra antiCenni

Cena all’Art Hotel Museo per la presentazione del movimento “La Città Forte” guidato da Riccardo Bini

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PRATO. Non avranno il candidato sindaco, la cena di venerdì sera all'Art Hotel Museo non è bastata a dare la lieta novella, ma il centrodestra pratese targato anti-Cenni si arricchisce di una nuova costola: dopo La Città Forte, Idee per Prato e gli Indipendenti aderisce al progetto anche l'anima dissidente dell'Udc legata a Enrico Mencattini e Daniele Luchetti. Con un'apertura insospettabile al Partito Democratico: fra le presenze – a quanto pare solo di cortesia – all'happening organizzato dalla Città Forte si annovera Maria Genise, consigliera provinciale democrat, nonché presidente della seconda commissione a palazzo Banci-Buonamici. L'intervento di Mencattini ha sancito la rottura definitiva dal sostegno alla giunta comunale per i centristi recalcitranti: «Il sindaco non ha usato il piede giusto per amministrare. Quello che è avvenuto in 4 anni e mezzo si può sintetizzare così: al gruppo di governo del Pci e di ex Pci si è sostituito un gruppo di imprenditori».

Un errore di fronte al quale il rimedio consisterebbe in una “nuova squadra” di moderati alternativa a Cenni a 360° anche nel braccio di ferro con la Regione, reso incandescente dal ricorso al Tar sul nodo urbanistico del potenziamento dell'aeroporto di Peretola e del parco agricolo presentato dal Comune: «Gli arroccamenti per Prato non servono a nulla». Al governatore Rossi, chiede piuttosto un'immediata “bonifica” dell'ex Misericordia e Dolce e di poterlo riutilizzare come centro di riabilitazione per gli infortuni sul lavoro e destinando una parte degli spazi per ampliare il numero di posti per i convittori del Cicognini. L'altro centrista democratico presente, Luchetti – che al congresso provinciale di due anni fa sfidò la linea Cenni- entusiasta, del segretario in carica Giovanni Bambagioni – confida: «Al momento restiamo nell'Udc e facciamo parte della direzione. Bisognerà capire cosa succederà nel congresso nazionale del partito. Già dall'alto, in verità, ci sono degli input per aprirci a delle liste civiche».

Nell'economia dell'evento il picco di asprezza contro il sindaco l'ha toccato Riccardo Bini, fu lui a dare avvio alle danze del distacco di eletti nel 2009 dal Pdl all'opposizione: “Sono stato il primo a chiudere il sipario, senza rassegnazione ma con la speranza di riaprirlo per cambiare il sistema a Prato. Cosa che non è avvenuta con Cenni. È sufficiente citare Estra: perché se il sindaco voleva fare la guerra con questa partecipata ha fatto un accordo tenendolo chiuso nei cassetti per 5 mesi?”.

Uscendo dal giudizio sul presente, uno dei punti programmatici di questo ressemblement di liste e delusi da Cenni sarà lo sviluppo. Con una proposta già sul tavolo, di Simona Ciardi portavoce di Idee per Prato: «Non gettiamo alle ortiche la nostra esperienza del tessile – esorta –. Potremmo diventare un centro di creatività nel segmento della moda di lusso. O potremmo creare dei laboratori del vintage, usando i capannoni ad oggi dismessi. La priorità deve essere di concentrarci sul settore ad alta conoscenza».

 

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