Sicurezza
Corsa alla segreteria nazionale Pd, forse Cuperlo a Prato il 3 dicembre
A metà sessione dei congressi di circolo Renzi scende al di sotto del 50%, in risalita Civati (21,2%)
PRATO. A metà sessione dei congressi di circolo, a Prato la corsa per la segreteria nazionale si fa dall'esito meno scontato. Renzi scende al di sotto del 50% (per essere precisi, il 43,5%) Cuperlo è sostanzialmente stabile sul 34%, mentre Civati risale al 21,2% con Pitella fanalino di coda con l'1,3%. Questo è il responso dopo che sono andati al voto 17 circoli (gli altri saranno chiamati a decidere nel week-end) con la partecipazione, finora, di 391 iscritti.
Intanto, i cuperliani si attrezzano per la seconda fase della campagna. Una volta espletata la pratica del congresso degli iscritti, utile ad eleggere i delegati per la Convenzione nazionale del 24 novembre, i democrats saranno interamente proiettati sulla vera partita che si giocherà nel mare aperto degli elettori nelle primarie dell'8 dicembre.
Una sfida che viene immediatamente raccolta da Ivano Menchetti – capofila a Prato della mozione legata all'esponente più vicino all'area dalemiana del partito – che annuncia per il 3 dicembre un'iniziativa sul tema del lavoro forse con la presenza stessa di Cuperlo: «Siamo in contatto per poterlo avere ospite». Nel caso, sarebbe il primo candidato alla segreteria nazionale a fissare una tappa a Prato della sua campagna elettorale: Renzi è ancora in attesa, su Civati invece non ci sono al momento comunicazioni. Obbligato il passaggio sulle amministrative di primavera, dove l'obiettivo per il Partito Democratico è la riconquista della città finita nelle mani del centrodestra nel 2009. Né Menchetti né i suoi compagni di corrente desiderano al momento sbottonarsi, anche se lasciano intendere di gradire il metodo seguito dal Pd che ha favorito l'ampia convergenza per il congresso provinciale sul nome di Gabriele Bosi, diventato poi segretario col 70% dei suffragi.
Invocano, pertanto, quella forma di dialogo e di sintesi per arrivare a comporre le alleanze e a scegliere il portabandiera del centrosinistra alle Comunali. Alcune punture di spillo, tuttavia, Menchetti le riserva all'amministrazione Cenni, per far capire il desiderio di rottura rispetto all'attuale governo della città: «Finora sono arrivate proposte demagogiche, mentre i problemi del territorio sono rimasti irrisolti. Mi chiedo ad esempio che fine abbia fatto il tram-treno o se arriveranno davvero i soldi dal governo per la declassata». Almeno fra chi ha la tessera del Pd in tasca, la forza della corrente si sta dimostrando consistente. Nel voto di “sezione” si registra l'ottima performance a La Querce con 22 preferenze, 3 in più dello stesso Renzi e soprattutto fra gli Attrazionisti, dove ha fatto bottino pieno: 14 a 0. (c.p.)
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