Trasporti
Compra il cane sul web: truffata
La storia di una giovane pratese che ha pagato 175 euro per un rottweiler «bloccato alla frontiera»
PRATO. Una storia che ha dell'incredibile: accetta di prendere un cane in affido, ma poi scopre che è una truffa commerciale. La disavventura è toccata da Eleonora Lomonte, 22 anni.
«A metà ottobre – racconta Eleonora – il mio cane è morto, così ho deciso di prenderne un altro, mi piacciono tantissimo i rottweiler, così mi sono messa a spippolare su internet e mi sono imbattuta nel sito della bacheca di Prato dove ho trovato quello che cercavo». L'annuncio in realtà parlava di un affido per un bulldog inglese, Eleonora ha scritto all' indirizzo riportato chiedendo se per caso avevano anche un cucciolo di rottweiler.
«Con mia grande gioia mi è stato risposto che avevano due esemplari, un maschio e una femmina, e che sarebbero stati disposta a darmene uno o entrambi, ma avrei dovuto dimostrare che sarei stata in grado di accudirli». Nella mail inviata da Miranda Natalia, infatti, oltre a una descrizione in un italiano stentato visto che la signora abita a Linz si chiedono referenze e rassicurazioni che il cane possa trovare una degna sistemazione. Natalia scrive: «Sono attualmente vaccinati, hanno tutti i documenti saranno consegnare con tutti i loro giocattoli, un anno di certificato di garanzia della salute e un cambio di certificato di proprietà. I cuccioli sono amichevoli... miei figli hanno iniziato la scuola ed i cuccioli sono sempre soli». Dopo innumerevoli scambi di email si viene a parlare di prezzo.
«La signora mi conferma che devo pagare soltanto 175 euro per il trasporto, una cifra che mi sembra bassa, per questo più volte chiedo conferma che puntualmente mi viene data». A questo punto Eleonora con i dati per il pagamento, intestati all' agenzia Pets en Transit va alle Poste. «Qui ho la prima sorpresa, secondo le indicazioni fornite il destinatario vive in Camerun, quindi chiamo lo spedizioniere che mi rassicura dicendomi che la sede si trova in quello Stato e quindi il versamento va indirizzato li». Tranquillizzata, Eleonora paga e riceve, come da prassi, i codici che il bonifico è andato a buon fine. Dopo venti minuti, però, arriva una mail da Pets en Transit, in cui si dice che l'animale è bloccato alla frontiera austriaca perché manca il pagamento della tassa sulla vita e quindi sono necessari altri 875 euro, che saranno restituiti alla consegna del cucciolo, da versare ad un mittente francese.
«A questo punto realizzo di essere stata truffata, chiamo lo spedizioniere e lo minaccio di sporgere denuncia alla polizia postale, lui mi promette che lunedì mi rende i soldi». Eleonora comunque informa la polizia postale. «Mi è stato risposto che non potevano fare nulla perché la truffa era stata architettata da stranieri a danno di italiani. Ho provato a richiamare il numero dello spedizioniere e a contattare per mail la signora, ma ovviamente non ho avuto risposta. Sono stata proprio un'ingenua, sono convinta che tutta questa truffa è opera di una sola persona che gioca sui sentimenti delle persone e sui cuccioli stessi». Intanto però ha comprato in un allevamento di Siena il nuovo cucciolo che arriverà in settimana.
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