La manifestazione
Interporto, via libera all’aumento di capitale
I soci hanno tempo fino al 31 dicembre 2014 per versare 5 milioni di euro La Regione ha garantito un investimento di un milione e 100mila euro
PRATO. Aumento di capitale “aperto” per Interporto spa. La delibera passata ieri in commissione due (Sviluppo economico, finanza, patrimonio) prevede una ricapitalizzazione della piattaforma logistica della Toscana centrale per 5 milioni da ultimare entro il 31 dicembre del 2014. C’è un anno di tempo, dunque, per i soci della spa - il 45% in mano al Comune, il 12,5% dalla Camera di Commercio di Prato, altrettanto alla Camera di Commercio di Firenze, il 20% in capo alla Banca Popolare di Vicenza, il 4,5% alla Regione Toscana più una serie di soci minori - di decidere se diluire o meno la partecipazione. Con una novità: «La Regione - spiega il presidente della commissione Alessandro Giugni - ha già dato la propria disponibilità ad aumentare la propria partecipazione fino a un milione e 100mila euro». Così facendo il pacchetto azionario dell’ente passerebbe dall’attuale 4,5% al 12-13% .
«La decisione - è il giudizio del presidente di Interporto Carlo Longo - viene da un accordo politico che ha origini lontana e che parte dalla constatazione che la quota societaria in mano al Comune è evidentemente sovradimensionata per una struttura che ha carattere regionale». L’Interporto, infatti, è l’unica piattaforma logistica localizzata sotto gli Appennini, dopo che Guasticce, a Livorno, è stato “declassato” a retroporto.
«E’ stata per prima la Regione - continua Longo - a riconoscere la necessità di potenziare l’attività della struttura meglio collocandola in ambito regionale». L’aumento di capitale annunciato dalla Regione che deve ancora essere deliberato, darà comunque la possibilità ad altri soci - tra i quali il Comune di Prato - di diminuire la proprio presenza societaria. Una partita che però è ancora tutta da giocare. «I soci, anche la Bpv - precisa Longo - hanno confermato il proprio interesse a restare in Interporto. Quindi mi auguro che parteciperanno, sulla base delle possibilità, all’aumento di capitale». Se un milione e 100 mila euro sono garantiti, altri tre e 900mila restano da trovare assolutamente. La scadenza, infatti, è perentoria: il 31 dicembre dell’anno prossimo Interporto dovrà saldare il mutuo bancario acceso un paio di anni fa con un pool di banche e che ha consentito di rimettere in ordine la situazione economica della società, restituendo appunto 5 milioni di euro. Due le strade possibili: o l’aumento di capitale sul quale molto si è discusso o la cessione di beni per recuperare liquidi. «Il fatto è - commenta Longo - che per le vendite immobiliari il momento non è favorevole». Dunque la priorità resta quella di trovare soci che abbiano voglia di continuare a scommettere sulla piattaforma logistica pratese.
Una volta risanati i conti (anche grazie alla “spending review “interna imposta dal direttore Pannocchia), ripatrimonializzata la società, Interporto potrà pensare ai programmi di sviluppo. Due, in particolare: il potenziamento del trasporto merci su ferro e il progetto “city logistic”. «Si tratta - spiega il presidente della spa - di un servizio d’area metropolitana che coinvolge oltre Prato anche Firenze ed estendibile a Pistoia, che prevede la gestione delle consegne ad alberghi, ristoranti o negozi anche da un punto di vista virtuale». Se, per esempio, un trasportatore deve consegnare venti plichi in altrettanti esercizi fiorentini, la merce verrà portata a Interporto che utilizzerà mezzi non inquinanti per le consegne. «Ci candidiamo inoltre - conclude Longo - per governare dal punto di vista telematico le consegne nelle varie città attraverso un sistema semplicissimo che prevede l’uso dello smartphone».
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