Il dolore
Foto e video osé, c’è un’altra verità
Prato, la polizia sta verificando l’ipotesi che sia stata la stessa adolescente a inviarle a un amico che ha tradito la sua fiducia
PRATO. Potrebbero non essere state rubate, ma semplicemente spedite ad amici che hanno tradito la sua fiducia le foto osé che da qualche settimana hanno creato non pochi problemi a una diciassettenne pratese, i cui genitori hanno sporto denuncia contro ignoti alla polizia chiedendo che vengano identificati i responsabili della diffusione delle immagini.
È questa l’ipotesi che in queste ore gli uomini della squadra mobile agli ordini del vicequestore Francesco Nannucci stanno tentando di verificare.
E dunque la denuncia, per la ragazza pratese, potrebbe diventare un mezzo boomerang. Mezzo perché, anche se venisse confermata questa ipotesi, qualcuno ha comunque diffuso su Facebook e sulla chat Whatsapp, senza autorizzazione, quelle foto compromettenti. Che però sarebbe stata la stessa ragazza a inviare a uno o più amici.
La prima versione della storia, invece, era che qualcuno avesse rubato le immagini dal telefonino della ragazza lasciato incustodito per qualche minuto all’interno della scuola media superiore che l’adolescente frequentava l’anno scorso.
Immagini che poi hanno fatto il giro di telefonini e computer, finendo per essere viste da centinaia di ragazzi, molti dei quali sono compagni di scuola della diretta interessata.
E’ per questo che, su consiglio della preside della scuola, l’adolescente ha deciso di cambiare istituto. Anche perché una mattina, all’inizio delle lezioni, all’ingresso della scuola qualcuno aveva appeso uno striscione dal contenuto inequivocabile che prendeva pesantemente in giro la ragazza. La preside ordinò che lo striscione venisse tolto prima dell’arrivo degli studenti, ma la situazione era diventata oggettivamente insostenibile.
Già nel mese di luglio i genitori della diciassettenne si erano rivolti alla polizia per denunciare quello che stava accadendo e per chiedere che venissero presi provvedimenti, ma la notizia è rimasta riservata. La storia è diventata pubblica la scorsa settimana, dopo che venerdì gli stessi genitori erano tornati dalla polizia per presentare un’altra denuncia contro ignoti.
Ora la loro figlia frequenta un’altra scuola, ma i genitori non vogliono che passi sotto silenzio quanto è successo e chiedono comunque che vengano individuati eventuali responsabili. Resta in piedi l’ipotesi che questi possano aver agito in buona fede, convinti che la ragazza al centro delle immagini fosse d’accordo con la loro pubblicazione.
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