Sicurezza
Essegiemme, odissea di un invalido per rinnovare il permesso
La fotografia da apporre sul documento è stata ritenuta troppo vecchia, anche se molto somigliante, e il sessantunenne che si muove con due stampelle è stato invitato a ritornare
PRATO. «Questa foto tessera è di sette anni fa, non può essere usata. Ne deve fare una attuale e tornare». E’ questa la risposta che Giovanni Dal Pino, 61 anni, invalido e costretto a muoversi con due stampelle, si è sentito dare dalla signora Adriana dell’ufficio Essegiemme alla quale si era rivolto per il rinnovo del permesso da esporre sul cruscotto della propria auto. «Non mi è servito a nulla far notare che nonostante siano trascorsi sette anni in realtà sono facilmente identificabile con quella foto», continua il signor Dal Pino che mostra la fotografia che lo ritrae in maniera perfetta e dalla quale non si nota affatto che è stata scattata sette anni fa. «Mi sono arrabbiato molto e così la signora Adriana ha chiamato la polizia municipale per un altro consulto - continua il signor Dal Pino - e anche la signora Catia dal comando della polizia municipale ha confermato che devo fare una nuova fotografia. Sono stufo di questa burocrazia che penalizza sempre e solo noi più deboli. Ho delle evidenti difficoltà a muovermi e nonostante questo dovrò fare altri viaggi per fare altre foto e tornare negli uffici dell’Essegiemme».
«Mi chiedo - conclude Giovanni Dal Pino - Ma la regola del buonsenso esiste da qualche parte? Come è possibile fare queste ingiustizie?»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
