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Stagione nera per le castagne, colpa di siccità e cinipidi

Stagione nera per le castagne, colpa di siccità e cinipidi

CANTAGALLO. Per il terzo anno consecutivo la stagione delle castagne in Val di Bisenzio sarà tragica, come sempre l'effetto cinipide e siccità hanno creato un circolo vizioso da cui non si riesce ad...

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CANTAGALLO. Per il terzo anno consecutivo la stagione delle castagne in Val di Bisenzio sarà tragica, come sempre l'effetto cinipide e siccità hanno creato un circolo vizioso da cui non si riesce ad uscire. «I raccolti sono compromessi del 90% - spiega Umberto Briganti presidente del' associazione castanicoltori della Val di Bisenzio– sulle condizioni meteo possiamo fare poco, per quanto riguarda la lotta contro il cinipide sono programmati nuovi incontri con l'Unione dei Comuni per fare il punto della situazione». I produttori di castagne, infatti, chiedono un irrobustimento del programma di protezione, per accelerare il ritorno ad una produzione consistente. «La situazione è veramente drammatica – continua Briganti – in una cannicciaia che ho visitato durante il fine settimana c'erano 30 quintali portati da 10 agricoltori, un peso che qualche anno fa era raggiunto da una sola azienda». A soffrire sono proprio le imprese e tutto la filiera. «Quando abbiamo costituito l'associazione – precisa il presidente – avevamo molti progetti, tra cui quello di creare anche la fase di imbustaggio, ma con questi numeri non è possibile immaginare di realizzarlo».Intanto però l'associazione cerca di tutelare i pochi prodotti che vengono raccolti. «Abbiamo organizzato alcuni eventi a Migliana e il prossimo fine settimana saremo al giardino Banci Buonamici nella sede della Provincia , per promuovere le castagne locali e i prodotti tipici legati a questo frutto». Preoccupati anche i produttori locali, i pochi rimasti che hanno comunque dovuto diversificare la loro attività. «I raccolti sono quasi completamente azzerati in tutta la valle – spiega Fabrizio Giraldi – dai 100 quintali di farina che producevo oggi sono arrivato a 3. Anche gli essiccatoi sono drasticamente diminuiti eppure in Val di Bisenzio ce ne erano più di venti». A rischio anche la produzione di miele e farina. «Ad oggi – continua l'imprenditore – non è ancora stato prodotto un chilo di farina di castagne della Val di Bisenzio e penso che in vendita ce ne saranno pochi, visto il raccolto esiguo». In aumento anche i prezzi, la farina venduta direttamente dal produttore può arrivare anche a 10 euro al chilo, nei supermercati e nei negozi il costo è ancora più alto. «Purtroppo invece – commenta Giraldi – crescono i prodotti importati di bassissima qualità». (al.ag.)

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