Il Tirreno

Prato

Olio poco ma molto piccante

Olio poco ma molto piccante

La maturazione delle olive, a causa delle pioggia, è in ritardo di un mese

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PRATO. «Profumati e piccanti, ma meno aggressivi e quasi tutti senza quell'amarone che a volte contraddistingue gli oli di primi frangitura». Il che li rende forse ancora più piacevoli al palato medio. Ugo Damerini, agronomo ed esperto degli oli di oliva di tutta la provincia, traccia l'identikit dell'olio 2013 di Prato, almeno del primo olio franto, in un territorio che conta duemila ettari coltivati (la metà tra Carmignano e Poggio a Caiano) e tra le 100 e le 200 mila piante, anche se alcune purtroppo da tempo abbandonate. Dal Montalbano alla Valbisenzio, da Montemurlo alle colline di Prato è iniziata da una settimana la raccolta delle olive: grandi fattorie ma soprattutto tanti piccoli produttori, con un ettaro di terreno o pochissime piante, in una proprietà estremamente parcellizzata. E Ugo Damerini di oli oramai ne ha assaggiati già una trentina. Quest'anno si è partiti con qualche giorno di ritardo, colpa della pioggia e dell'umidità che ha imperversato per mesi e non aiuta neppure adesso. Sulle lecce ci sono ancora ben poche olive nere, indietro ugualmente moraioli e frantoi, che sono le piante più diffuse in tutta la provincia. «Ci vorrebbero venti giorni di sole» dice Damerini. Ma sulla qualità del prodotto non si discute. Semmai è la resa, senza sole e con la maturazione ancora indietro, che resta bassa: tra il 9-10%, al di sotto di tutte le medie, contro il 16% di qualche anno fa. Vuol dire che da una stesso quantitativo di olive si ottiene meno olio: un calo fisiologico quando piove tanto o le piante, come sul Montalbano, sono più cariche. In tempi normali la resa minore avrebbe fatto schizzare in alto i prezzi. Ma c'è la crisi. «E così – racconta Damerini – chi vorrà comprare l'olio in frantoio lo pagherà alla fine quanto l'anno scorso: da 9 a 11 euro al litro». Qualcosa in più per biologico e Igp. C'è tempo. Il lavoro nei campi e nei frantoi proseguirà ancora per un mese. L'andamento climatico non è stato uguale per tutti, a macchia di leopardo: produzione più abbondante sul Montalbano e raccolta di olive nella norma (e più in ritardo) in Valbisenzio. Il primo olio franto può comunque già essere gustato.

«Ci sono sempre più persone che cercano prodotti di qualità e non si accontentano della prima bottiglia trovata sullo scaffale» racconta Damerini. Le serate a tema fanno il pieno. Una sensibilità crescente che farà sicuramente contenti i produttori. (w.f.)

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