La manifestazione
Giungla delle cooperative, la Cgil chiede più controlli
PRATO. Lavoratori vittime delle solite "scatole cinesi": società cooperative che chiudono e riaprono con un meccanismo che gioca al ribasso dei prezzi coi committenti finendo per strozzare i...
PRATO. Lavoratori vittime delle solite "scatole cinesi": società cooperative che chiudono e riaprono con un meccanismo che gioca al ribasso dei prezzi coi committenti finendo per strozzare i dipendenti a busta paga. Sono questi ultimi spesso a rimetterci in termini di contributi e compensi non pagati. Dopo la denuncia di un gruppo di lavoratori contro sei aziende, nel settore dei trasporti è emerso un quadro preoccupante, che descrive un fenomeno piuttosto diffuso anche a Prato. «Ci sono addirittura realtà – dichiara Leandro Innocenti, segretario provinciale della Federazione italiana lavoratori trasporti della Cgil – con cui non riusciamo a dialogare perché nella sede legale a cui corrisponde l’indirizzo non c’è altro che una cassetta della posta. Una di queste cooperative si trova in viale Montegrappa. Non riuscendo a mettermi in contatto con gli amministratori mi sono recato di persona a quest’indirizzo, che coincide con quello di 25 società, ma non vi ho trovato nessuno tranne appunto una cassetta della posta. Al campanello risponde un consulente o commercialista che sa poco e niente delle società che sto cercando di rintracciare. Questa ricerca stancante rende difficile fare sindacato e far rispettare i diritti dei lavoratori, quindi accertarsi della corretta applicazione del contratto nazionale, proprio perché c’è una controparte che sfugge al controllo». L’allarme lanciato dal sindacalista della Camera del lavoro di Prato circa il mancato rispetto delle regole nella gestione del trasporto si fa più forte alla luce di un altro problema: «Nell’ultimo anno e mezzo ho visto questo fenomeno diffondersi anche nei magazzini, dove si fa più altro lavoro di facchinaggio – continua Innocenti - Nella movimentazione merci, a meno che non si parli di un magazzino altamente meccanizzato, la spesa principale della cooperativa è quella rappresentata dal personale. Il lavoro richiesto è pura manovalanza, per cui si ricorrerà necessariamente a un’applicazione poco corretta del contratto se si vuole ottenere l’appalto del lavoro al massimo ribasso». A tal proposito due anni fa si costituì un osservatorio del lavoro nel settore dei trasporti, da cui sono uscite alcune proposte nel tentativo di arginare il fenomeno. «C’è bisogno di maggiore controllo - afferma il sindacalista – in particolare quando si vedono aprire nuove cooperative nella stessa sede, con lo stesso committente e, soprattutto, con gli stessi dipendenti della società che ha chiuso occorre intervenire con una verifica poiché si tratta di un campanello d’allarme».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google