Il Tirreno

Prato

Carmignano doc: è un’ottima annata

di Walter Fortini
Carmignano doc: è un’ottima annata

Previsioni confermate: vendemmia abbondante, gradazione alcolica contenuta ma con un bouquet di gran classe

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PRATO. Vino ottimo, olio meno aggressivo ma piacevole, castagne ancora indietro per il troppo caldo e che rischiano un raccolto dai numeri davvero scarsi. Per i prodotti di eccellenza del territorio si profila una stagione a “due facce”.

«Grande annata» avevano sussurrato a settembre i viticoltori, guardando il cielo e incrociando le dita. Una vendemmia anche abbondante, come non accadeva da tempo, maturazione lenta e condizioni ideali. E il giudizio è confermato oggi, quando le uve sono da settimane tutte in cantina. Il Carmignano 2013 sarà un gran vino. «Un vino meno alcolico e più elegante, profumato e di gran classe» racconta il sommellier Realmo Cavalieri, direttore del consorzio dei produttori del Carmignano. Almeno in fieri, poi chiaramente andrà visto in bottiglia. Per sorseggiarlo occorrerà però aspettare. L'olio, si sa, si può gustare appena franto. Anzi, l'olio nuovo è il più ambito, quello che più solletica gusto e palato. Per il vino invece è tutta un'altra storia: è quello invecchiato il migliore, soprattutto per vini strutturati e dal gran blasone come i rossi Doc e Docg di Carmignano o il Pinot nero di Montemurlo. Il Carmignano 2013 andrà in commercio tra un paio di anni e il riserva ancora più tardi: più breve l'attesa per il Barco Reale o il più fresco e giovane ruspo (che a gennaio uscirà dalle fattorie), ma un anno o un inverno dovrà comunque passare. Così per la tavole imbandite del prossimo Natale resta il Carmignano 2011, il riserva 2010 o il Barco Reale 2012. O annate ancora più vecchie. Ma non abbiate paura di sfigurare. Il Carmignano è decisamente un vino importante, da sempre più conosciuto all'estero che in Italia ed apprezzato dalle guide, tra le più piccole Doc d'Italia e le più antiche d'Europa. Il Gambero Rosso ha riservato pochi mesi fa tre bicchieri, il massimo dei voti, al Poggio dei Colli 2011 della fattoria Piaggia, un vino un po' “fuori dagli schemi”, cabernet franc in purezza invecchiato in barriques. L'Espresso ha assegnato l'eccellenza anche al riserva Piaggia 2010, che come tutti i Carmignano sposa da tempo non sospetti, fin dal Seicento, sangiovese e cabernet. Giudizi lusinghieri non mancano per tanti altri vini. «Il Carmignano sa offrire gusti diversi, a seconda dell'azienda, ma una grande omogeneità nella qualità» sintetizza Cavalieri. C'è un disciplinare unico, ma ognuna delle dodici fattorie (o poco più) del consorzio lo interpreta a suo modo. Quanto ai prezzi, un superbo Carmignano costa meno di un Chianti di buona qualità: per un rosso Docg si spendono in negozio da 15 a 18 euro, tra 18 e 20 euro per la riserva. Un Barco Reale invece, che è in tutto e per tutto un Carmignano ma invecchiato solo un anno, si può addirittura comprare al supermercato per 5 o 7 euro a bottiglia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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