Sicurezza
A un mese dai lavori la piazza Matteotti è già danneggiata
La rabbia del consigliere del Pdl Salvadori e degli abitanti Il Comune ha richiesto dei carotaggi per capirne il motivo
CARMIGNANO. E' passato un mese dall'ultima asfaltatura di piazza Matteotti e piazza Vittorio Emanuele II, il centro di Carmignano rimesso a nuovo dopo anni di attesa, e già arrivano le prime rughe. «Una vergogna» dice il consigliere comunale di minoranza del Pdl Christian Salvadori, che ieri mattina ha chiesto spiegazioni in Comune per le toppe che già si sono rese necessarie. Sbigottiti anche i residenti, che per mesi hanno dovuto subire i disagi dei lavori in corso. L'opera, costata complessivamente 626 mila euro, forse non è stata fatta a regola d'arte, tant'è che l'amministrazione comunale pare abbia già commissionato una serie di carotaggi ed esami a campione per rendersi conto se l'usura è ancora più ampia e i lavori possano eventualmente essere contestati, nel caso magari non sia stato rispettato il capitolato di gara. Il Comune sarebbe parte lesa. «Resta il fatto che l'amministrazione certo non ha brillato nella gestione di questo come di altri lavori pubblici» ripete il consigliere comunale Salvadori. «Una gestione all'acqua di rose – come altre volte ha sostenuto - dove si fa tutto semplice e tutto poi invece si complica». La storia dei lavori in piazza Vittorio Emanuele II e piazza Matteotti appartiene alle opere che si trascinano da anni. Il primo cantiere, dopo anni di annunci, risale a luglio del 2011 e per l'inizio dell'estate successiva dove essere tutto concluso. Invece sono passati due anni. Ripartiti a febbraio, i lavori dovevano concludersi a maggio. Sono slittati a giugno e settembre. «Ed ancora la parola “fine” - dice Salvadori – non si può scrivere. Era la piazza della vergogna e la vergogna prosegue». Peraltro la piazza doveva essere pavimentata a pietra e chiusa al traffico ed invece, dopo due anni, si è scelto solo di asfaltarla, dopo comunque aver rifatto completamente l'impianto elettrico e fognario. «Il ridimensionamento dei lavori è stata una scelta obbligata» spiegò la giunta: obbligata dal patto di stabilità che limita fortemente gli investimenti dei Comuni, nonostante il finanziamento in questo caso della Regione, dalle difficoltà di bilancio e da lavori più urgenti che nel frattempo si sono fatti avanti. Quel capitolo andava chiuso. E invece la telenovela continua.
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