Il Tirreno

Prato

Debiti fuori bilancio, spuntano 600mila euro di espropri da pagare

di Carlandrea Poli

Giunta comunale alle prese con costi non preventivati derivanti da quattro sentenze sfavorevoli al Comune di Prato

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PRATO. Tempi grami per il Comune di Prato. La materia espropri non cessa di infliggere delusioni e, soprattutto, debiti fuori bilancio. La mazzata stavolta ammonta a 600 mila euro. Questa mattina, la commissione bilancio ha preso atto dell'insorgenza di costi non preventivati derivanti da 4 sentenze sfavorevoli all'ente.

Il fardello più doloroso per l'amministrazione riguarda la costruzione dei due lotti della tangenziale Ovest. Un caso risalente alla giunta Romagnoli. Era il 2007 e il Comune veniva citato in giudizio dal lanificio Becagli, dalla ditta Finalpi Srl, da Alessandro Becagli e Anna Fanti che si sentivano vittime di una non corretta valutazione dei terreni passati di mano a beneficio dell'ente, utili a completare l'infrastruttura. Evidentemente non era soltanto una loro sensazione. L'importo accantonato in via prudenziale da piazza del Comune presso Cassa Depositi e Prestiti è risultato irrisorio a confronto della pronuncia della Corte d'Appello di Firenze. Con sentenza del 7 maggio di quest'anno, ha stabilito che i Becagli debbano ricevere un conguaglio di 14.889,65 euro, 61.040,80 euro andranno all'azienda Finapi Srl, mentre 374.059,82 di differenza devono essere corrisposti al lanificio. Da sé questa soccombenza vale quasi 450 mila euro. Un altro aggravio considerevole riguarda un ricalcolo compiuto dalla commissione espropri dell'assessorato all'urbanistica per stabilire preventivamente un conguaglio degli oneri di altri espropri: questa operazione vale 96 mila euro, ripartiti fra 8 proprietà.

Il credito maggiore (più di 30 mila euro) viene vantato dall'istituto diocesano per il sostentamento del clero, all'interno dell'opera di messa in sicurezza dell'ex discarica del Coderino. Altri 53 mila, invece, escono dall'erario comunale, punito dalla corte fiorentina, per un'indennità incongrua corrisposta ai titolari dei terreni, che hanno permesso il collegamento fra via Paronese e via Roma. Stessa sorte soccombente nel procedimento per la rotatoria fra via Alfani-via Ciulli e via Foscolo, con una differenza di 5.000 euro rispetto a quanto già versato a titolo di risarcimento. A completare il quadro un altro versamento per 10.000 euro legate alla connessione fra via Allende e la statale 66. Un altro conguaglio, un altro errore di stima nell'ufficio legale prima di essere sanzionato con severità in tribunale.

 

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