Italia
Cattedrale gremita per l’addio a don Silvano Vannucchi
Prato, la messa è stata celebrata dal vescovo emerito Simoni. Il ricordo di don Mannucci: «Un esempio di disponibilità e obbedienza»
PRATO. Un prete silenzioso, schivo ma tanto amato; le esequie di don Silvano Vannucchi sono state celebrate nella cattedrale stracolma di persone, accorse da tutta la provincia. La cerimonia funebre è stata celebrata dal vescovo emerito Gastone Simoni mentre l'omelia è stata affidata a don Nedo Mannucci , vicario generale della diocesi. «Ho conosciuto don Silvano quando era vice parroco a Chiesanuova, allora eravamo entrambi molto giovani, nella sua parrocchia ho celebrato la mia prima messa e questo è stato un legame che ci ha tenuto sempre uniti».
Don Silvano all' interno della diocesi ha svolto vari incarichi; per 18 anni è stato a Chiesanuova, poi a Santa Cristina, in Val di Bisenzio, alla casa del Clero, all'Unitalsi,alla Misericordia come Corettore ma sopratutto è stato il responsabile del Ceis, oggi Csp. «Un venerdì del mese di settembre del 1981 – ha ricordato don Nedo – l'allora vescovo Fiordelli chiamò don Silvano per proporgli di diventare il responsabile del centro solidarietà di Prato con l'impegno di creare una comunità di recupero per tossicodipendenti, lui accettò. Il lunedì successivo partì per Roma con l'impegno di frequentare un corso che lo avrebbe portato a diventare il presidente del centro. Un altro esempio della disponibilità e dell'obbedienza di don Silvano».
A fine messa il ricordo di una volontaria del Ceis, di un nipote che ha ricordato il carattere rassicurante e il senso dell' unorismo dello zio. «Quando gli chiedevamo notizie sulla sua salute ci rispondeva che andava tutto bene, di stare tranquilli e soprattutto di non comandarlo; non ho preso moglie per non farmi comandare, figuriamoci se lo accetto da voi». La bara di don Silvano è stata portata a spalla dal Duomo al cimitero della Misericordia da un drappello di confratelli con la tradizionale cappa. Tra i tanti presenti anche molti preti della diocesi che hanno concelebrato, le suore di Iolo, quelle di San Niccolò e tantissimi giovani, anziani che avevano scelto don Silvano come loro padre spirituale.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
