Il Tirreno

Prato

Scorta di droga a casa dell’operaio cinese

Il controllo a una confezione sfocia nel sequestro di 700 grammi di chetamina e polvere sospetta

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MONTEMURLO. La scorsa notte i carabinieri della Tenenza di Montemurlo e la polizia municipale hanno svolto un controllo congiunto volto a un capannone dove hanno sede alcune ditte cinesi.

Ma stavolta l'attività ha avuto uno sviluppo del tutto imprevisto: nel corso delle operazioni, ispezionando un loculo dormitorio in uso ad uno degli operai, è stata trovata una dose di metanfetamina; sulla base di ciò i militari hanno richiesto l'intervento dei colleghi del Nucleo investigativo di Prato per approfondire la questione e la scelta è stata premiata.

Infatti, gli immediati accertamenti svolti hanno permesso di individuare il vicino domicilio dell’operaio cinese, un trentacinquenne regolarmente residente, dove gli investigatori hanno rinvenuto una consistente "riservetta" di stupefacente costituita da vari involucri contenenti oltre 700 grammi di chetamina, quasi 40 grammi di sostanza in polvere non identificata (da sottoporre ad analisi) e circa 270 pasticche di ecstasy, il grosso di colore rosa-arancio con impresso lo stemma del cavallino rampante della Ferrari, altre di colore blu con impresso il logo "Audi" e le rimanenti di colore giallo-verde con impressi su un lato due semicerchi contrapposti e su l'altro una "R".

La sostanza stupefacente è stata sequestrata e il cinese arrestato e chiuso nelle camere di sicurezza del comando provinciale.

Ora sarà il gabinetto di polizia scientifica di Firenze a dare qualche risposta sulla natura di quei 40 grammi di sostanza che hanno reagito al narco-test ma di cui non si conosce la composizione. Si tratta quasi certamente di droga, dunque, ma non si sa di quale tipo.

Negli anni scorsi la questione del consumo di droga nelle confezioni cinesi era salita all’onore delle cronache perché nel giro di poche settimane un paio di operai cinesi sulla trentina morirono mentre stavano lavorando e furono lasciati sul marciapiede, probabilmente per evitare i controlli nelle confezioni. In quell’occasione si ipotizzò anche che gli operai potessero aver fatto uso di sostanze stupefacenti per essere in grado di lavorare più ore di quanto il loro fisico gli avesse consentito, ma l’ipotesi, contenuta in un fascicolo aperto dal sostituto procuratore Sergi o Affronte, non ha finora trovato conferma.

La chetamina, molto in voga tra i tossicodipendenti cinesi, non sembra adatta allo scopo, perché deriva da un anestetico.

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