Finanza
QUANDO È IL SILENZIO A FAR RUMORE
In certi passaggi, come quello che attraversa la politica cittadina dopo la notizia dell'inchiesta su Estra e Consiag, è il silenzio a fare rumore. Non è la prima volta che accade e probabilmente non...
In certi passaggi, come quello che attraversa la politica cittadina dopo la notizia dell'inchiesta su Estra e Consiag, è il silenzio a fare rumore. Non è la prima volta che accade e probabilmente non sarà l'ultima: quando la magistratura mette il coltello nella piaga, in una città che si appassiona volentieri ai dibattiti sulle buche o sui furti di biciclette, gli interventi, almeno quelli ufficiali, svaniscono come neve al sole. Quelli apparsi nelle ultime ore sono di chi è stato cercato e ha "dovuto" rispondere a qualche domanda. Gli altri, tutti allineati e coperti.
Era accaduto qualcosa di simile anche nel caso Sasch, quando si seppe dell'inchiesta per bancarotta che coinvolge il sindaco Cenni.
Ma il silenzio di un Paolo Abati, direttore generale di Estra che deve molto alla sua appartenenza politica, è ancora meno giustificato, perché un manager pubblico sembrerebbe tenuto a rendere conto pubblicamente di quello che fa, soprattutto quando nei suoi confronti e nei confronti dei suoi collaboratori vengono mossi appunti, certo tutti da dimostrare, di una qualche gravità, come nel caso in questione. (p.n.)
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