Il Tirreno

Prato

Il Mantegna aggiudicato a 510mila euro

di Riccardo Tempestini
Il Mantegna aggiudicato a 510mila euro

Battaglia tra collezionisti all’ultimo rilancio per il prezioso disegno. Stefano Farsetti emozionato

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PRATO. Quasi 510 mila euro per il disegno di Andrea Mantegna, aggiudicato ieri pomeriggio all’Asta di antiquariato della Farsettiarte. Il prezzo di aggiudicazione, ovvero senza i diritti dì asta, è stato di 420 mila euro, battuto con una certa emozione da Stefano Farsetti, «perché sarà molto difficile che mi ricapiti di battere un Mantegna», tanto più che c’è stata una bella “battaglia” al telefono, che si è conclusa con un breve applauso dei presenti in sala per chi si è portato a casa la rarissima opera.

Il lotto clou della battuta aveva il numero 234, con una stima fra i 140 e i 220 mila euro, che è stata subito superata dalle offerte arrivate per telefono, prima 5, poi 4 poi 3 infine un duello fra i due collezionisti, entrambi italiani, che hanno naturalmente mantenuto l’anonimato.

Prima dell’aggiudicazione a 420 mila euro, un ultimo attimo di attesa per il rilancio a 450 mila, ma non è arrivato e così ecco il costo finale che è di 509 mila euro con i diritti d’asta. I disegno del Mantegna naturalmente è sottoposto a una possibile notifica da parte del Ministero dei beni culturali, ma di questi tempi sarà molto difficile che lo Stato sborsi queste cifre per acquisire il “Compianto sul Cristo morto” (recto) e “Pietà” (verso) disegnato nel 1460  con penna e inchiostro seppia su carta.

Sul catalogo viene ringraziato il professor David Ekserdjian per aver confermato l’attribuzione sulla base dell’esame diretto dell’opera e la dottoressa Elena Lucchesi Ragni e la Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia per aver permesso il raffronto diretto dei due disegni e per le indicazioni fornite,  così come è stata molto esauriente la scheda redatta dal professor Marco Fagioli .

Per quanto riguarda gli altri lotti l’asta è andata bene, nonostante l’antiquariato non goda da anni il favore dei collezionisti, più propensi al contemporaneo soprattutto all’estero.

Aggiudicata oltre la stima anche l’anfora in maiolica da parata, Urbino , anno 1565 battuta a 150 mila euro più i diritti, così come le due nature morte, molte ambite dalle padrone di casa dell’alta borghesia, la prima con frutta e pernici attribuita a Peter Claesz aggiudicata a 48mila euro, la seconda con pesci, dipinta da Felice Boselli, battuta a 42mila euro, a cui vanno aggiunti i diritti del 24%.

Prima di chiudere due curiosità: un pratese in su con gli anni si è comprato una scultura in porcellana della storica manifattura Lenci a 1000 euro mentre un altro molto più giovane ha comprato il gioco da tavola cinese “Mah Jongg” a 900 euro. Forse un regalo per un cliente orientale?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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