Sicurezza
Disagio psichico, un alloggio con quattro posti letto
L’assessore Mondanelli: «E’ una casa per sole donne». Intanto l’Asl sta pensando al trasferimento di salute mentale all’ex ospedale
PRATO. Un alloggio con 4 posti a disposizione, riservato alle donne affette da disagi psichici. Intanto, l'Asl sta pensando al trasferimento all'ex Misericordia e Dolce del dipartimento di salute mentale. Il progetto Asl-Comune di Prato per la coabitazione di pazienti affetti da disturbi depressivi maggiori si arricchisce di una nuova struttura messa a disposizione in zona San Niccolò. Questo nuovo tassello va a beneficio di un gruppo di donne individuate, secondo profili di compatibilità, dal dipartimento di salute mentale.
“Sono una via di mezzo fra una struttura pubblica e un domicilio privato – spiega l'assessore al sociale, Dante Mondanelli –. Saranno assistite per 30 ore alla settimana da parte di educatori e operatori socio-sanitarie che cureranno il loro percorso di riabilitazione. Con un servizio di reperibilità di 12 ore al giorno”.
Il piano della coabitazione nasce nel 2004 su impulso di Asl, che in poco meno di 10 anni ha coperto con 7 appartamenti le esigenze di 17 persone, 21 se comprendiamo anche le nuove assistite. La novità, rispetto al passato, è che questa nuova casa adibita a residenza ad hoc per il disagio mentale si rivolge questa volta a delle donne. “Il supporto – spiega Luciano Fossi, direttore del Dsm di Asl – consiste in una serie di interventi che spaziano dall'aiuto nella gestione dell'alloggio alla rivalutazione della terapia medica e al miglioramento dell'autonomia. Nella prospettiva di trovare un lavoro e di andare a vivere per conto proprio”.
Il concetto, in effetti, è che la coabitazione dovrebbe essere una fase di passaggio o quasi per superare – in un tragitto di recupero lungo, comunque, di anni – la sofferenza invalidante del disturbo con la speranza di tornare a vivere individualmente. A volte, tuttavia, sono proprio i pazienti a mettere a disposizione le proprie case in uno scambio fra l'assistenza domiciliare e la coabitazione. Sul fronte, invece, della sede del dipartimento, Asl dallo scorso maggio (quando emanò una delibera di indirizzo) coltiva l'idea di portare nell'edificio di Medicina Generale dell'ex ospedale sia la struttura rivolta agli adulti di via Torino che quella per i bambini presente finora al centro Giovannini.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google