Il Tirreno

Prato

Bernocchi: «Questa cosa ci costa 51 milioni»

Bernocchi: «Questa cosa ci costa 51 milioni»

L’assessore ha confermato le accuse in Procura. La storia dell’esposto del Pd sull’accordo segreto

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. «Si sono messi d’accordo per boicottare prima, durante e dopo la nostra gara». L’assessore Filippo Bernocchi, da tre anni in prima linea contro Estra-Consiag sulla questione del gas, la racconta così, ma non vorrebbe essere descritto come un vincitore («avrei una visione barbara del diritto se pensassi questo»). «Se c’è una sconfitta, questa è la città di Prato» sostiene Bernocchi, che poi spara una cifra a effetto: «Non aver portato in fondo la gara è costato finora ai cittadini, tra mancati investimenti e bollette, 51 milioni di euro».

Bernocchi riassume la questione con una domanda retorica: «Possono i vertici di una società concordare azioni volte a bloccare una gara di evidenza pubblica? Mi pare che l’ipotesi investigativa dia una risposta precisa. E comunque era emerso tutto già nell’istruttoria dell’Antitrust». Rilievi a cui lo stesso Bernocchi ha poi dato sostanza parlando coi sostituti Sangermano e Gestri, e di cui dice di non poter parlare in questo momento, promettendo che il Comune si costituirà parte civile in un eventuale processo.

Ma di esposti in Procura non c’era soltanto il suo. C’era anche quello presentato da 11 consiglieri comunali del Pd, capeggiati da Massimo Carlesi, che il 9 luglio dell’anno scorso denunciarono un accordo segreto tra Estra e Comune. L’accordo, firmato dal sindaco Cenni, Paolo Abati e Alessandro Piazzi (Estra), prevedeva che il Comune riconoscesse la proprietà delle reti a Estra e le valutasse 90,5 milioni, incassandone oltre 7 per la cessione di alcune tratte, mentre Consiag rinunciava ad opporsi alla gara. Accordo mai divenuto operante perché la condizione era che i Comuni di centrosinistra rinunciassero entro il 31 dicembre 2011 ai ricorsi contro la gara del gas, cosa che non fecero. A dimostrazione che in questa vicenda si è consumata e si sta consumando anche un conflitto tutto interno al Partito democratico, di cui Paolo Abati era il candidato forte alle primarie per le elezioni amministrative del 2009 e venne battuto da Carlesi. (p.n.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa