Il dolore
Un malore la causa della tragedia
Oggi i funerali dell’uomo travolto da un’auto in via Veneto. Il sindaco: «Subito il limite di 30 all’ora»
QUARRATA. Resta quella del malore l’ipotesi più attendibile, anche se non ancora ufficializzata, sulla causa del terribile incidente di via Vittorio Veneto in cui, martedì pomeriggio, è rimasto ucciso Rosario Scialabba, autotrasportatore in pensione di 72 anni, che viveva con la moglie Maria in via Asiago.
La vittima era appoggiata su un muretto, insieme ad un altro paziente del dottor Leandro Daddi, in attesa dell’apertura dell’ambulatorio medico che si trova di fronte al luogo della tragedia. Entrambi sono stati travolti dalla Micra guidata da una signora di 82 anni, anche lei residente a Quarrata, che ha perso il controllo della vettura in seguito – questa l’ipotesi apparsa più verosimile fin dall’inizio e confermata dalla testimonianza di un terzo paziente che era sul lato opposto della via – a un lieve malore.
I funerali di Scialabba saranno celebrati oggi alle 15 nella chiesa di Valenzatico, frazione in cui risiedono i figli dell’uomo.
L’altro ferito, anche lui appoggiato sul muretto di via Vittorio Veneto e travolto, insieme al 72enne deceduto, dall’auto impazzita, è ricoverato all’ospedale di Pescia. E’ stato portato nel presidio pesciatino perché al San Jacopo non c’era posto. Si tratta di un 56enne di Quarrata: le sue condizioni non sono gravi e la prognosi, sciolta dai medici, è di 7 giorni.
E’ tornata invece a casa ieri mattina la signora alla guida dell’auto che ha falciato i due uomini. In città si moltiplicano, di ora in ora, i messaggi di incredulità e dolore per questo spaventoso incidente. Una fatalità agghiacciante, che ha lasciato molti in preda a un senso di angoscia e di precarietà. Chi conosceva Rosario Scialabba, chiamato “Luigi”, lo ricorda per il suo sorriso e la sua disponibilità. I vicini raccontano delle passeggiate mattutine con lui e della raccolta delle olive appena fatta. A Quarrata l’uomo era conosciuto soprattutto per il suo lavoro di autotrasportatore, lasciato in eredità al figlio.
Il sindaco Marco Mazzanti, intanto, annuncia il proprio impegno per tentare di rendere un po’ più sicuro il tratto a senso unico di via Vittorio Veneto che collega la zona di Spedaletto al centro quarratino, luogo dello schianto mortale di martedì. Subito dopo la tragedia infatti, i residenti della strada avevano denunciato la pericolosità di quella via. Al di là dell’incidente , imprevedibile e inevitabile, che è costato la vita a Scialabba, «in via Vittorio Veneto – hanno detto gli abitanti – si rischia ogni giorno di essere investiti». Per questo i cittadini già in passato avevano chiesto al Comune l’installazione di dossi e il limite di velocità a 30 chilometri orari.
«Hanno la mia piena disponibilità – spiega il sindaco Marco Mazzanti – Nei prossimi giorni farò un sopralluogo con i tecnici e con la Polizia Municipale. Il dosso purtroppo causerebbe diversi disagi ai residenti che abitano lì, soprattutto col passaggio notturno dei mezzi. Potremmo quindi considerare l’ipotesi di un attraversamento pedonale. Capisco le considerazioni di questi cittadini, infatti i vigili sono spesso su quel tratto. Darò immediatamente mandato ai miei uffici per prevedere il limite di velocità a 30 all’ora su quel pezzo di via Vittorio Veneto. Il problema vero è che quella strada è nata 150 anni fa, quando al massimo ci passava qualche cavallo. Oggi deve sopportare il passaggio dei mezzi pesanti e, purtroppo, anche le soste selvagge».
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