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Prato

SOLTANTO LA POLITICA PUÒ LANCIARE IN ORBITA IL CLUSTER ICT PRATESE

DI ALBERTO GHERARDINI E MARCO BETTI *
SOLTANTO LA POLITICA PUÒ LANCIARE IN ORBITA IL CLUSTER ICT PRATESE

DI ALBERTO GHERARDINI E MARCO BETTI * L'appellativo di cluster Ict attribuito a Prato non è stato assegnato solo in virtù delle numerose realtà attive in questo settore. La presenza di un grappolo di...

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DI ALBERTO GHERARDINI
E MARCO BETTI *

L'appellativo di cluster Ict attribuito a Prato non è stato assegnato solo in virtù delle numerose realtà attive in questo settore. La presenza di un grappolo di imprese è infatti arricchita dalla consapevolezza che questa città ha delle potenzialità di crescita importanti. Già il rapporto dello scorso anno metteva in luce come la genesi del cluster fosse riconducibile a una pluralità di fattori: domanda sostenuta da parte delle imprese locali, imprenditorialità diffusa, centralità metropolitana, basso costo dei capannoni, scarsa congestione e discreta connettività dell'area. Mancava invece all'appello la politica che, a differenza di quanto è accaduto in altri contesti italiani, come Torino, Pisa o Trento, qui non ha visto in tempo l'innesco della nuova specializzazione produttiva, impegnata com’era a rafforzare e difendere la manifattura tradizionale.

La ricerca di quest’anno è l'espressione di una volontà degli attori di sopperire al loro ritardo e di dare seguito all'impegno avviato con la prima edizione di PicNit a rafforzare l'ecosistema digitale pratese. L'ascolto degli imprenditori, delle scuole e di altri stakeholder del settore ci ha permesso di declinare una strategia di sviluppo e consolidamento, percorribile lungo tre assi di intervento tra loro strettamente interrelati: formare, connettere, innovare.

In controtendenza rispetto agli altri settori, l’Ict domanda una forza lavoro specializzata che non riesce a trovare. Le scuole non qualificano a sufficienza i loro studenti, dalle università escono troppi pochi programmatori rispetto a quelli che il settore, non solo pratese, richiede.

A differenza del distretto tessile, le imprese dell'Ict sono inoltre scarsamente connesse tra loro, nonostante la propensione alla collaborazione sia alta. Ciò fa sì che i flussi informativi siano scarsi e le occasioni di innovazione trasversale ridotte. Manca, infine, un luogo dove accompagnare la crescita di nuova imprenditorialità, un polo capace di mantenere acceso il riflettore su un settore che ha bisogno di visibilità, luoghi di incontro, eventi, capitali. In altre parole, di uno spazio che sancisca la volontà di questa città di credere nelle potenzialità del settore, tra i pochi ad avere trend crescenti.

Agevolare la compenetrazione tra imprese, scuole e università; istituire un’organizzazione intermediaria con il ruolo di broker e facilitatore di fiducia; riempire parte di quello spazio vuoto che oggi è il Creaf di imprese e professionisti del digitale. Queste le ricette che le imprese chiedono per la fertilizzazione dell'ecosistema pratese. Richieste importanti che purtroppo devono confrontarsi con l'incertezza della politica locale, con livelli di governo che potrebbero presto scomparire, con l'austerità e fondi europei ancora indefiniti.

*sono ricercatori all’università di Firenze

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