Finanza
«Giudicheremo come si comporteranno»
PRATO. Una nuova acquisizione da parte di esponenti della comunità cinese riapre il dibattito in città e il sindaco Roberto Cenni non sprizza certo felicità, ma fa esercizio di grande prudenza nel...
PRATO. Una nuova acquisizione da parte di esponenti della comunità cinese riapre il dibattito in città e il sindaco Roberto Cenni non sprizza certo felicità, ma fa esercizio di grande prudenza nel commentare il fatto.
Sindaco, lo sbarco dell’imprenditoria orientale in un nuovo settore è un’opportunità o un fattore di preoccupazione?
«Abbiamo sempre detto anche al Console e agli esponenti della comunità che sono benvenuti tutti gli investitori che sappiano avere un rapporto positivo con Prato e con l’Italia, a cominciare dal rispetto rigoroso delle leggi».
È scettico, pare di capire.
«Mi chiedo se la nuova gestione del Datini rispetterà i canoni di quella attuale, e quindi sarà la benvenuta, oppure se contribuirà ad estendere un sistema di non rispetto delle norme amministrative e fiscali. Se questa scelta è dettata dalla convinzione di poter contribuire allo sviluppo del turismo orientale nel territorio pratese, ben venga, altrimenti no».
C’è chi pensa che se i cinesi investono in attività pratesi l’integrazione aumenta. Qual è il suo parere?
«Finora le cose sono andate diversamente. Spesso le acquisizioni sono state determinate da una logica: quella di completare una filiera di attività gestite all’insegna dell’irregolarità».
In che senso?
«Per chi lavora al di fuori delle regole diventa difficile espandere la propria attività se non trova delle aziende che usano i suoi stessi sistemi. Se le aziende italiane comunque sono costrette a fatturare almeno una parte della propria produzione, chi vive di solo nero viene tagliato fuori. Ecco che l’acquisizione di aziende è funzionale a completare un ciclo che vive con regole diverse».
Vuol dire che al di là di poche eccezioni, siamo ancora all’anno zero?
«Salvo rari casi ci si trova di fronte a situazioni di illegalità da medioevo. Questo è quanto emerge dai nostri controlli e dai reportage di trasmissioni come Piazza pulita, Ballarò e le Iene».
È pessimista, insomma?
«No, sono amareggiato. Se mettessimo insieme la grande capacità lavorativa dei cinesi e la genialità dei pratesi il nostro distretto potrebbe diventare il polo di eccellenza europeo del pronto moda. La mia è piuttosto rabbia, perché chi si comporta in maniera illegale mette in difficoltà anche chi vorrebbe comportarsi in maniera onesta».
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