Sicurezza
Dagli stanzoni alla disco, fino agli alberghi
Così la comunità cinese diversifica gli investimenti con la liquidità accumulata negli ultimi anni
PRATO. Da quando un imprenditore cinese ha affittato il primo “stanzone” per impiantarci una confezione ne è passata di acqua sotto i ponti. E adesso i capitali accumulati nel corso degli anni si stanno incanalando in altre direzioni, in un fisiologico fenomeno di diversificazione che forse è solo all’inizio. Tessile, ristorazione, commercio, intrattenimento, alberghiero. Al momento sono questi i settori nei quali si sono concentrati gli investimenti della comunità cinese. I primi due, ovviamente, sono quelli più conosciuti. Le confezioni sono ancora la spina dorsale di quello che è stato chiamato il “distretto parallelo”. Ma ben presto agli “stanzoni” si sono affiancati i pronto moda del Macrolotto di Iolo, che adesso costituiscono forse il più importante polo per la commercializzazione dell’abbigliamento femminile a livello europeo. Accanto ai pronto moda sono spuntate poi le tintorie e le stamperie, rilevate spesso le prime dagli italiani. La ristorazione cinese non è certo una peculiarità pratese, un po’ di più forse i negozi di articoli per la casa. I cinesi sembrano assenti invece nel settore immobiliare, dove affittano o comprano ma solo per le proprie esigenze produttive.
Gli ultimi due arrivati sono novità: la società cinese che figura nella gestione della discoteca J’adore e, appunto, quella che ha preso in gestione l’Hotel Datini.
Era uno sviluppo prevedibile, forse dettato da due fattori: il primo è la disponibilità di risorse finanziarie, il secondo è la crisi che si fa sentire anche nei pronto moda del “distretto parallelo”. (p.n.)
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