Il Tirreno

Prato

Bosi, il Pd riparte dal centrosinistra

Il nuovo segretario provinciale indica i temi sui quali puntare in vista delle amministrative del prossimo anno

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PRATO. La riconquista del Comune alle elezioni della prossima primavera? «Dare per scontata una nostra vittoria sarebbe una follia». Al debutto in assemblea provinciale, Gabriele Bosi ha delineato i contorni che intende dare al Pd e al centrosinistra futuro. La sua versione del “midollo del leone” per rifarsi alla citazione colta di Italo Calvino alla quale ha fatto appello nella sua prima relazione. Fatta di un rapporto competitivo con la Regione, di un'esortazione a non sottovalutare il consenso radicato in 4 anni dalla giunta Cenni, oltre ad un primo punto programmatico: «A Mazzoni che ci accusa di non volere il finanziamento del governo per la declassata ricordo che noi vogliamo i 15 milioni, ma per l'interramento e non per il viadotto». Il tutto con un fiero ancoraggio nel centrosinistra. Del resto, si parte da una scelta di stile. Mentre tre anni fa l'assemblea che incoronò – sempre al circolo di Coiano – Ilaria Bugetti leader dei democrats venne aperta all'intervento del sindaco Roberto Cenni, a questo giro il neosegretario Bosi ha voluto dare un segno di rottura, non invitandolo. Basandosi proprio sulla differente collocazione: «Considero che anzitutto lui sia il sindaco di centrodestra e noi siamo di centrosinistra». L'interlocuzione, invece, è aperta a Sel e alle forze alternative alla giunta comunale in carica. «Non ci saranno veti» ha precisato, smussando l'asprezza riservata a Scelta Civica nella sua conferenza stampa di sabato scorso. L'analisi dalla quale non si può prescindere, d'altronde, è che per vincere il Pd non dovrà prendere sottogamba il consenso del sindaco: «Qualche progetto, alcuni eventi e il ritorno alla pratesità possono essere attraenti quanto il populismo a livello nazionale”»

La sua mission si traduce, quindi, nel desiderio di ribaltare prima del centrodestra la cultura impostasi dal 2009: «Prato non è mai stata immobile, non ha mai guardato al passato». Nello sguardo di prospettiva di Bosi, invece, vorrebbe riuscire là dove ha fallito – per sua stessa ammissione nel discorso di addio alla carica – l'ex segretaria Bugetti: imporre l'agenda del Pd nella politica cittadina. Tre le aree individuate dal neoeletto: il Soccorso, l'area dell'ex Ospedale e il Macrolotto Zero. L'urbanistica come vero terreno di scontro, verso gli avversari di sempre (il Pdl) e senza risparmiare la Regione, come è avvenuto per la pista convergente-parallela di Peretola col “no” unanime del Pd pratese. Passa dalla riqualificazione urbana lo stesso nodo del distretto parallelo. Bosi reputa la linea “repressiva” di Milone fuori dalla storia e invita a guardare alle opportunità di sviluppo legate alla nascita di un embrione di borghesia cinese. Tornando alla gestione del partito Bosi ha annunciato di voler costituire un coordinamento a livello circoscrizionale, in maniera tale da mantenere un presidio territoriale del Pd dopo l'abolizione dei consigli di quartiere previsto in concomitanza con le comunali di primavera. In questa prima fase potrà contare sull'appoggio del suo sfidante Alberti che ha offerto la sua collaborazione, apprezzando l'apertura ad una nuova coalizione coi vendoliani.

Carlandrea Poli

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