Il dolore
La “chiave” per la Cina si chiama Giulini
Sei titolari di lanifici entusiasti al ritorno da Intertextile a Shangai: «Con una guida esperta è più facile aggredire il mercato»
PRATO. Trecento contatti in fiera, tra richieste di campionature, cartelle colori e metraggi. AAA cercasi mercato cinese per i tessuti “made in Prato”. E potrebbe averlo trovato la pattuglia di sei pratesi reduci dalla fiera Intertextile a Shanghai.
Del resto, la testa di ponte per portare un pezzo di distretto ai piedi della Grande Muraglia si trova proprio a Prato e si chiama Xu Qiu Lin (Giulini), patron di Giupel, primo cinese a iscriversi a Confindustria dieci anni fa, mente del polo espositivo I Principi d’Italia nascente a Nanchino sotto il cui ombrello i sei pratesi sono andati a Shanghai. È la carta che lanifici come Warp&Weft di Capalle, gruppo Allegri di Comeana e Maintex di Montemurlo (ma con loro c’erano anche Cafissi, Paultex, Texjet) hanno giocato per provare a cavalcare il Dragone. Così ora, a fiera archiviata, è tempo di bilanci e riflessioni.
«Una figura come Giulini è da premiare perché porta un po’ di Prato in Cina», sottolinea Adriano Allegri mentre Alberto Fabbri, titolare di Warp&Weft, mette una pulce nell’orecchio dei colleghi dell’Unione industriale: «In Confidustria il dibattito verte da anni su aggregazioni e fusioni, ma questa nostra breve missione a Shanghai ci insegna che per “aggredire” la Cina bisogna muoversi così: fare un cartello di imprese e affidarsi a persone esperte di quel mercato come Giulini, il cui ruolo è indubbiamente da valorizzare a Prato e anche all’interno dell’Unione».
Come dire: avendo a portata di mano la chiave giusta per aprire la porta d’Oriente, perché non utilizzarla? Anche perché, al di là della parentesi fieristica, le sei aziende si ritaglieranno uno stand permanente nello sterminato polo espositivo dedicato al made in Italy che a marzo 2014 s’inaugurerà ufficialmente a Quanjiao, nel distretto di Nanchino.
Curioso è che, parallelamente a Intertextile e nella stessa location di Shanghai, si teneva Milano Unica Cina che ha ospitato altri 27 produttori pratesi di tessuto, tutti affiliati all’Uip. «Nessuna concorrenza ma solo sinergia e collaborazione», puntualizzano Giancarlo Maffei e Giulini, rispettivamente direttore e presidente dei Principi d’Italia, nome del polo espositivo in fase di allestimento. Anche perché, a differenza di altri che in Cina hanno una presenza più collaudata, per i sei lanifici pratesi si trattava della prima volta.
«Con le nostre campionature abbiamo gettato un seme, vedremo se attecchirà in veri ordinativi», sottolinea fiducioso Allegri.
A fare da ambasciatore del tessuto pratese, è stato lo stesso Giulini. «È la nostra testa di ponte commerciale, è stato lui a farci l’identikit dei visitatori in fiera: alcuni di quelli con cui abbiamo preso contatto sono grandi catene di distruzione con 300-400 negozi», dicono i titolari di Allegri Group, Warp&Weft e Maintex. Non è solo una questione di numeri: a fronte di 300 contatti, con un meccanismo di filtro lo staff dei Principi d’Italia ne ha scartati diversi, ritenendone “buoni” circa 200. E a dieci giorni dalla fine della fiera, sono già state spedite 100 campionature. Campionature che, all’interno dei Principi d’Italia, avranno una postazione fissa cosicché il cliente cinese, fiera o non fiera, ne avrà disponibilità 365 giorni all’anno.
«Intanto torneremo a marzo a Intertextile – dice Emanuele Innaco della Maintex - sotto i migliori auspici. Tra i vantaggi, avere allo stand personale che parla cinese e italiano: è importante conoscere il potenziale compratore che si ha di fronte, evitando inutili perdite di tempo».
Come l’hanno presa gli altri soci dell’Unione industriale, sapendo dei colleghi “separati in casa”? «Proficua collaborazione, anche perché chi sceglie Milano Unica generalmente ha un mercato consolidato in Cina», ribadisce Giulini. Che ha un sogno: riesumare la gloriosa manifestazione Prato Expo e portarla in Cina, dentro la roccaforte del made in Italy che stanno diventando I Principi d’Italia. «Perché non mettere insieme 40 lanifici pratesi e portarli laggiù? L’ho accennato già al presidente di Uip Andrea Cavicchi, vedremo».
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