Il Tirreno

Prato

Il chip nel tessuto smaschera i “tarocchi”

di Carlandrea Poli
Il chip nel tessuto smaschera i “tarocchi”

L’idea di T.T. Tecnosistemi, già premiata dal Quirinale, è al centro della seconda edizione di Picnit

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PRATO. La connessione fra il tessile e l'ambizioso settore dell'information technology passa da un chip. È quello che stanno sperimentando i laboratori di T.T. Tecnosistemi, azienda pratese di Riccardo Bruschi, premiata un anno fa dalla presidenza della Repubblica con un riconoscimento di eccellenza nell'innovazione.

Due gli strumenti affinati, che avrebbero una significativa applicazione nella tracciabilità di tessuti e capi finiti in quella direzione agognata da anni dalle associazioni di categoria e da migliaia di piccoli imprenditori per difendere la produzione dalla contraffazione. In fase di nobilitazione, quando la pezza di tessuto arriva in rifinizione, il chip permette di monitorare ogni passaggio nella lavorazione, specie per appurarsi che si sia svolto in Italia e in un'azienda autorizzata.

L'approdo al consumatore, poi, è quello che cattura la maggiore attenzione. Sul capo d'abbigliamento viene cucita un'etichetta intelligente che permette, tramite una fotocamera, di confrontarla via “cloud” con l'originale.

L'altro ambito d'applicazione del chip sarebbe, secondo Bruschi, di vigilare sulle fasi di trasporto dei prodotti, prevenendo i furti nella filiera distributiva dal confezionista al venditore finale. Tuttavia, in quest'ambito occorrerebbe una legislazione internazionale stringente per permettere la verifica dei prodotti nei gate degli aeroporti.

Si tratta di una delle storie di successo collegate all'Ict che vedrà il prossimo 7-8 novembre nella sede della Camera di Commercio la seconda edizione del Picnit. Con un titolo emblematico “Futuro? Presente”. A spiegarlo è l'assessore all'innovazione Annalisa Nocentini che ha illustrato ieri mattina il contenuto della due giorni di convegni in compagnia di Pin, Provincia, sindacati e associazioni di categoria: «Nel 2012 volevamo spiegare alla città che a fianco del settore guida, il tessile, fosse nato un segmento dell'economia altrettanto importante con 400 aziende e 1.700 addetti. In questa edizione, invece, vogliamo far capire come le tecnologie informatiche possano aiutare il tessile a uscire dalla crisi. Il titolo è di buon auspicio».

Un titolo che vuole anche esprimere una narrazione di nuovo conio, quella di Prato che torna a dispiegare le vele verso il vento dello sviluppo. A tema sarà, pertanto, la presentazione di 6 storie di successo. Per le istituzioni si profila un ruolo da registi. Così, giovedì all'inaugurazione verrà firmato un protocollo fra Comune-Provincia-Regione per istituire un tavolo di consultazione permanente.

Una ricerca di Alberto Gherardini dell'università di Firenze, inoltre, parlerà delle tre priorità per agevolare l'espansione di questo grappolo di aziende (o cluster): la formazione di liceali e universitari, il potenziamento delle reti di connessione e la creazione di un incubatore di imprese per fare distretto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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