Il dolore
Da Prato un appello per la Cig in deroga
L’assessore provinciale Ambra Giorgi scrive al governo: «Mancano anche i soldi per coprire il fabbisogno 2013. E anche i soldi stanziati dalla Regione sono bloccati»
La vicepresidente della Provincia, Ambra Giorgi, lancia con una nota un appello al governo affinché stanzi i fondi a copertura della CIG in deroga e si impegni di più sulle politiche di sostegno all’occupazione.
«Nei giorni scorsi - scrive Giorgi - l'assessore regionale al lavoro, Gianfranco Simoncini, ha opportunamente voluto lanciare un accorato allarme sulla situazione della CIG in deroga, che mi unisco a lui nel definire del tutto insostenibile. Mentre il surreale dibattito per le imposte sulla casa non è riuscito nemmeno a farci capire se aumentano o diminuiscono, una certezza ce l'abbiamo: mancano ancora i soldi per riuscire a coprire il fabbisogno di CIG in deroga per almeno tutto il 2013. Soldi che per molte famiglie rappresentano l'unica forma di sostegno.
Ma non basta, i precedenti 500 milioni (33 per la Toscana) stanziati da mesi non sono ancora stati resi materialmente esigibili, col risultato che la Regione ha dovuto bloccare le autorizzazioni al pagamento e i lavoratori da mesi non vedono un euro. Ancora una volta si colpiscono le aspettative dei soggetti più deboli, alla vigilia del taglio dei fondi sulla CIG in deroga previsto dalla legge Fornero: uno dei tanti misfatti perpetrati dalla certo non rimpianta ministra del Governo Monti.
Ma se l'attuale ministro del lavoro Giovannini non vuole seguirne l'esempio, è urgente che imponga un brusco cambio di marcia. Il circolare di notizie che parlano di un mancato rifinanziamento della CIG in deroga ha come effetto quello di "incentivare" i licenziamenti da parte di imprese già allo stremo delle forze. Per contro non sono ancora stati attuati i già scarsi incentivi che hanno sostituito la "piccola mobilità" e la possibilità di sgravio contributivo per le imprese che assumono under 29 ha prodotto, secondo i dati Inps, poco più di 450 domande in tutta la Regione.
Il lavoro, almeno fino ad ora, non sembra proprio una priorità di questo esecutivo, che chiamiamo, soprattutto nella sua componente democratica, ad una seria assunzione di responsabilità».
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