Proteste
Era capace di intendere e di volere quando ha ucciso la compagna
Incidente probatorio davanti al giudice per il geometra Mario Bartoli accusato di aver ucciso la madre delle loro tre figlie nell’aprile del 2012 nella loro villetta di Calenzano
PRATO. E' arrivato al Tribunale di Prato a bordo di un'ambulanza della Croce Rossa della sezione di Fauglia scortata da una pattuglia della polizia penitenziaria. Per Mario Bartoli, geometra di 56 anni, accusato di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi della compagna Gianna Toni di tre anni più giovane e per questo detenuto presso il carcere di Pisa, la presenza davanti al giudice Silvia Isidori si è resa necessaria per un incidente probatorio. E' stato ascoltato il dottor Rolando Paterniti che ha depositato la sua perizia psichiatrica così come richiesto dagli avvocati difensori dell'uomo, Alberto Rocca e Rosario Bevacqua. Il perito in sostanza avrebbe escluso un vizio di mente da parte dell'uomo ma avrebbe anche sottolineato la presenza di una patologia legata allo stato di stress in cui si trovava nell'aprile del 2012 quando in seguito alla situazione del rapporto che si era incrinato con la donna con la quale conviveva e con la quale aveva tre figlie di 7, 17 e 20 anni, era andato a vivere in una depandance della villa in via di Carraia a Calenzano. Una situazione psicologica che lo aveva spinto a uccidere la compagna e a togliersi la vita. Cosa, quest'ultima, che non gli riuscì pur essendosi esploso un colpo di pistola che gli ha attraversato la testa e lo ha costretto a vivere su una sedia a rotelle.
Uno dei proiettili ferì di striscio anche la figlia che all'epoca aveva sedici anni. L'omicidio avvenne mentre in casa c'erano tutte e tre figlie oltre al fidanzato della più grande.
La prossima udienza si svolgerà nel prossimo mese di dicembre.
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