Il Tirreno

Prato

«Orgoglioso dei miei musicisti La Verdi è pronta per l’Europa»

di Maria Lardara
«Orgoglioso dei miei musicisti La Verdi è pronta per l’Europa»

Da 14 anni dirige la scuola di musica che ha insegnato a suonare a intere generazioni di pratesi La passione da bambino e i progetti aperti. Con un sogno: fare di via S. Trinita il distretto delle note

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PRATO. Li ha visti crescere, allevati a pane e musica da quella scuola diventata ormai una seconda casa. Li ha visti poi spiccare il volo, sulle ali di promettenti carriere. Alcuni di questi ex allievi ora suonano tra le file della Camerata strumentale, mentre fra gli ex insegnanti qualcuno lavora al Maggio musicale (come Lorenzo Fratini che dirige il coro).

Paolo Ponzecchi, direttore della scuola di musica “Giuseppe Verdi” dal 1999, si sente un po’ il “babbo” di tutti. «Ho visto crescere una generazione di musicisti che ora mi ritrovo come colleghi. Ne sono orgoglioso, li sento quasi figli miei».

Pratese, pianista e lui stesso insegnante, Paolo Ponzecchi è l’anima della Verdi: era il 1984 quando varcò la soglia della prestigiosa istituzione di via Santa Trinita, tra le scuole comunali di musica più antiche d’Italia (il primo riconoscimento del Comune è del 1795), per poi prenderne le redini. Aveva cinque anni quando scoccò la scintilla per il pianoforte. Babbo appassionato di jazz, mamma innamorata della musica classica.

«Il piacere dell’ascolto della musica dal vivo si è formato da bambino, quando andavo ai concerti del Metastasio Jazz con mio padre». E ora sono proprio i più piccoli a far la parte del leone del corpo di 760 allievi (100 in più dello scorso anno) iscritti all’anno scolastico 2013-2014. Talenti in erba di cui la scuola si prende cura fin dalla tenera età, insegnando loro pianoforte, violoncello, violino e chitarra: sono i corsi più gettonati, ma quest’anno la lista d’attesa più lunga è per il canto pop e rock.

Gli allievi under 18 rappresentano i 2/3 della scuola. Musicisti in erba che la Verdi coltiva anno dopo anno, anche se l’amore per la musica non ha età: qui si diplomano anche gli over 50, quelli che magari hanno sempre desiderato imparare uno strumento. Ma scuola Verdi non è solo sinonimo di formazione. Da anni viene organizzata una stagione concertistica che comprende due storiche rassegne al Magnolfi, “L’ora del concerto” e “Concerti di primavera”.

E per il futuro? Una partita interessante è quella con la Camerata strumentale. «Da anni si discute l’idea di mettere in piedi una Fondazione, in modo da legare a un soggetto unico le potenzialità di queste due realtà. Già le sinergie sono tante: spesso la Camerata rappresenta uno sbocco per ex allievi della Verdi».

È anche grazie alla personalità del suo direttore se la scuola di via Santa Trinita strizza l’occhio all’Europa. Ponzecchi è vicepresidente dell’Emu (European Musicschool Union), una federazione che rappresenta 4 milioni di studenti e 150mila insegnanti in Europa. Ed è con gli occhi puntati verso una dimensione europea che Ponzecchi ipotizza per l’istituzione pratese uno sviluppo che abbracci arti performative quali la danza e il teatro.

Parola d’ordine, dunque: crescita. «Tutti gli anni abbiamo robuste liste d’attesa ma siamo vincolati dai patti di stabilità che impongono paletti per gli incarichi professionali (i docenti sono 71, ndc). L’anno scorso avevamo 160 allievi in lista d’attesa. I numeri europei ci danno la fiducia per arrivare a una scuola con mille alunni per cui servirebbe una dotazione di nuove aule, tra quelle da ristrutturare. So che ci sono piani per renderle presto disponibili, con grande attenzione da parte dell’amministrazione».

Infine, il sogno dal sapore di provocazione. «E se via Santa Trinita diventasse la strada della musica? In città si sente la mancanza di un negozio specializzato. Perché non far nascere un piccolo distretto della musica intorno alla scuola?».

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