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Prato

Lotta all’anoressia, ma manca il dietista

Lotta all’anoressia, ma manca il dietista

La denuncia di un gruppo di genitori: la struttura dell’Asl è priva di una pedina fondamentale

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PRATO. Il servizio dell’Asl dedicato ai disturbi dell'alimentazione non annovera nello staff un dietista. Esiste la figura dello psicologo, dello psichiatra, ma non quella di chi deve occuparsi direttamente di preparare una programma alimentare corretto.

La denuncia arriva da un gruppo di genitori che oltre a dover lottare contro le infinite problematiche della malattia si deve anche sobbarcare visite a pagamento per avere una dieta corretta. «Questa storia – spiega la madre di una ragazzina bulimica – va avanti da due anni, da quando è stato aperto il servizio che fa capo alla psichiatria. All' inizio c'è stato detto che era già stata individuata la dietista, ma poi di fatto non è stato assegnato il posto. Questo è un grave disservizio che si unisce anche alla mancanza di una struttura diurna dove ricoverare i ragazzi in occasione dei pasti, momenti difficili e conflittuali».Secondo i genitori Riccardo Poli direttore della Società della Salute aveva promesso una struttura per i malati di anoressia e bulimia in Borgovalsugana, ma non è mai stata realizzata imputando i tagli e la presenza di pochi malati, quindi un costo eccessivo rispetto al beneficio.

«Mi sono informata – spiega la madre – e ho contattato anche associazioni di Firenze e Pistoia per sondare le reali necessità; mi è stato detto che non esiste nessuna struttura, quindi quella di Prato potrebbe servire un territorio più vasto». Intanto a Prato si registra un aumento di casi legati ai disturbi dell' alimentazioni soprattutto negli adolescenti. «Per diversi anni – ha sottolineato Gabriella Settefonti responsabile del settore neuropsichiatria infantile - non ci sono state impennate, quest'anno abbiamo avuto una richiesta maggiore anche di ragazzi tanto che dobbiamo dare i primi appuntamenti a partire dal mese di dicembre». I genitori hanno avuto un incontro con Poli prima dell' estate ma poi non sono stati più contattati, dall' Asl fanno sapere che invece ci stanno lavorando.

«Mi rendo conto del controsenso di non avere un dietista - spiega Marco Armellini responsabile del servizio della salute mentale - ma siamo stati penalizzati dai tagli; speriamo di riuscire ad ottenere il permesso da parte della Regione di fare una convenzione con una specialista, operazione che abbiamo già fatto per il servizio di logopedia». Per quanto riguarda, invece la realizzazione di un centro diurno la decisione spetta alla Regione. «Mi sembra che il problema non venga affrontato – conclude la madre – e che ci abbiamo lasciati soli in questa difficile battaglia». (al.ag.)

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