Il Tirreno

Prato

Chiesanuova, il cimitero dei bambini lasciato all’incuria

di Alessandra Agrati
Chiesanuova, il cimitero dei bambini lasciato all’incuria

Tombe abbandonate, ossari cadenti, anziani che orinano sui muri: viaggio nel più grande camposanto di Prato insieme a una madre delusa

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PRATO. La commemorazione dei defunti non è soltanto in occasione del 2 novembre; ogni giorno bisogna avere rispetto di chi è sepolto offrendogli un luogo dignitoso e decoroso. A Chiesanuova c'è un angolo di cimitero che invece è abbandonato a sé stesso, eppure qui sono sepolti dei bambini.

«Vengo tutti i giorni a salutare mio figlio - spiega Serena Vignoli - e ogni volta mi si stringe il cuore nel vedere come questo pezzetto di cimitero, che dovrebbe essere il giardino degli angeli, è stato trasformato in una sorta di discarica, dove l'incuria si vede ovunque». Su diciotto tombe soltanto due sono curate, le altre non hanno neppure il monumento, così l'acqua e il tempo le ha trasformate in fosse anonime. Sono tutte di bambini stranieri.

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«Io e mio marito – racconta la giovane madre – siamo disposti a farci carico della recinzione di questi piccoli sepolcri, abbiamo già comprato le assi di legno, ma ovviamente non possiamo arrogarci il diritto di toccare tombe di altri».

Effettivamente l'impressione è di un luogo abbandonato; qualche anziano addirittura lo usa per orinare, chi fa la manutenzione utilizza una delle cappelle ormai sconsacrata, come capanno per gli attrezzi, i giardinieri hanno anche lasciato le potature degli alberi del viale principale in bella vista fra le tombe dei piccoli appoggiate su un manto di catrame. «Ad agosto – spiega Serena Vignoli – ci siamo accorti anche che i muratori mentre facevano i lavori di manutenzione vuotavano i secchi pieni di calce sul vialetto accanto alla tomba di mio figlio. Ho chiamato immediatamente in Comune e alla fine ho ottenuto che non succedesse più e che venisse ripulito».

tomba

Che il “giardino degli angeli” sia un posto dimenticato lo testimoniano anche i 22 mesi necessari per ottenere l'illuminazione sulla tomba del piccolo Raul. «Ci è voluta tutta la mia determinazione e cocciutaggine per ottenere un servizio che di fatto era già predisposto; bastava collegare due fili al lumino». L'angolo dove è sepolto il figlio di Serena non è il solo abbandonato a sé stesso; c'è un altro quadrato, vuoto a metà, destinato ai bambini, anche qui tante tombe trascurate, molte cancellate dall' acqua. «Non capisco la logica per cui hanno sepolto mio figlio sul retro, qui c'era ancora posto, inoltre hanno aggiunto due tombe di adulti, una di queste è anche molto più spaziosa rispetto a tutte le altre». A lato della cappella invece, c'è una zona piena di vecchie tombe abbandonate; le lapidi sono illeggibili, nere e spesso rotte. E ancora lungo il muro perimetrale le lapidi, quasi tutte dell' inzio del '900, sono spaccate, qualcuna è addirittura frantumata e i resti giacciono per terra, i recinti di ferro battuto, che un tempo dovevano essere eleganti, ora sono arrugginite e mezzi cadenti. «Per arrivare alla tomba di mio figlio – spiega Serena – dobbiamo passare da questa parte del cimitero, ho un' altra bambina piccola e temo sempre che si possa fare male con gli spunzoni di ferro».

Proseguendo lungo il viale si trovano anche gli ossari completamente sfondati; il muro è cascante e le lapidi sono sprofondate all' interno. Le forti piogge dello scorso anno hanno anche smosso il terreno del primo quadrato sulla sinistra di chi entra; qualche parente ha puntellato le tombe, altre invece sono chiaramente imbarcate. Un'ultima curiosità; il regolamento del cimitero autorizza i familiari a piantare un albero sulla tomba; se tutti usufruissero di questa opzione il cimitero di Chiesanuova sarebbe una foresta. «Qualche mese fa – conclude Serena Vignoli – ho trovato sotto la siepe dei tronchesi e un piede di porco, ho avvisato immediatamente i carabinieri, ma sono rimasta sconvolta da questa scoperta».

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