Il Tirreno

Prato

Monumento al vento: perché ora?

di Giovanni Ciattini

L’opinione: «L’amministrazione comunale ha già fatto importanti investimenti nella cultura (Pecci, Palazzo Pretorio), ora le priorità sono altre»

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PRATO. Perché ora? E’ la domanda che sorge alla notizia che il sindaco Roberto Cenni ha intenzione di riesumare il progetto della gigantesca torre, ideata dall’artista Dani Karavan, da installare a Poggio Castiglioni sulla Calvana. Un progetto vecchio di oltre vent’anni (era sindaco Lohengrin Landini) che costerebbe al Comune, ovvero ai cittadini pratesi, 500mila euro. Dando per scontata la qualità estetica e lasciando da parte le pur comprensibili considerazioni di natura ambientalista (il WWF aveva già criticato l’idea), resta da trovare una risposta alla domanda iniziale: perché ora? La cultura e l’arte stanno a cuore a tutti, e proprio per questo motivo, ad esempio, ci meravigliammo quando il Comune decise di ridurre fortemente l’orario di apertura del Castello dell’Imperatore appellandosi a ragioni economiche. Ma di investimenti massicci, negli anni, ne sono stati già avviati molti dalle amministrazioni di centrosinistra e centrodestra.

Alcuni di questi frutti - ampliamento del Centro d’arte contemporanea Pecci e riapertura del Palazzo Pretorio (ma poi dovranno essere trovati i soldi per tenerli aperti) - saranno raccolti dal sindaco Cenni alla fine del 2013, a pochi mesi dalle nuove elezioni amministrative. Insomma, di nastri da tagliare in programma ce ne sono già a sufficienza. Mancano, invece, risorse per i bisogni primari dei pratesi: cittadini che non hanno più un tetto e dormono da amici, in auto e persino famiglie smembrate per carenze di spazio (il caso di Sabrina raccontato dal Tirreno), padri e madri che hanno perso il lavoro o messi in pensione ma senza la sicurezza di aver che vivere. Ci sono tempi per i sogni da accarezzare con la mente e tempi per il pane da mettere in tavola. Mezzo milione di euro non è molto ma potrebbe migliorare le prospettive di vita quotidiana di molti pratesi, giovani e vecchi.

Il ponte sullo Stretto di Messina è stato accantonato per lasciar posto ad altre impellenti priorità. Riporre nel cassetto il progetto della Torre di Karavan, toglierlo da sotto l’albero di Natale, sarebbe un bel gesto, sindaco Cenni.

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