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Prato

A Prato lo stipendio di un operaio cinese è di 280 euro

A Prato lo stipendio di un operaio cinese è di 280 euro

Buste paga scoperte nel blitz a Tavola. Milone: rispetto all’indagine Irpet gli irregolari sono molti di più

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PRATO. D’accordo sull’ammontare da capogiro del fatturato del distretto parallelo. Meno d’accordo sulla stima dei lavoratori-fantasma che occupano le imprese cinesi.

E’ il giudizio dell’assessore castiga-cinesi Aldo Milone sullo studio Irpet che, per la prima volta, quantifica il “peso” del distretto cinese rispetto a quello italiano. Il risultato è netto: il lavoro della comunità cinese pesa eccome sull’andamento economico complessivo del territorio.

«Sono numeri però - afferma Milone - che non mi stupiscono. Anzi credo che alla fine siano inferiori alla realtà». In particolare sul fronte del sommerso.

«Mi rifaccio - spiega Milone - ai numeri in mio possesso e che riguardano i risultati dei controlli della squadra interforze. In un anno, controllando 360 ditte cinesi, abbiamo scoperto almeno cinquecento tra lavoratori irregolari e persone senza permesso di soggiorno. Se si moltiplica questo numero per tutte le oltre quattromila aziende si arriva ben oltre i seimila irregolari della ricerca. A mio giudizio sono oltre 20mila».

Un’altra “pecca”, secondo l’assessore alla sicurezza, sta nel fatto «che l’indagine se pur molto interessante non fornisce una stima sull’evasione”. Che per Milone è un abisso. «Proprio l’altra sera - racconta - il nucleo interforze ha fatto un controllo in una ditta scoprendo quanto viene pagato un operaio cinese». Io blitz è avvenuto in un immobile di Tavola, un vecchio magazzino, trasformato in parte in dormitorio, in parte in laboratorio (46 le macchine da cucire sequestrate ). Il tutto ripreso dalle telecamere di “Piazza Pulita” la trasmissione di La 7 che sta per mandare in onda uno speciale sui cinesi a Prato . «Abbiamo controllato due buste paga - continua Milone - di operai regolari che percepiscono al mese 280 euro per sole due o tre ore lavorate al giorno. E’ evidente - continua l’assessore - che si tratta di uno dei metodi per evadere la contribuzione». Nei blitz della scorsa settimana l’ispettore Inps era “armato” di computer e ha potuto fare la verifica in diretta sui sette operai “regolari”: a nessuno di loro era mai stato versato un euro di contributi.

«E’ un mondo sfuggente e che cambia e si modifica in maniera velocissima» conclude l’assessore.(c.o.)

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