Attenzione
Fiorai al verde: «Non si vende più»
Competere con i prezzi della grande distribuzione è una lotta impari
PRATO. I fiori per le tombe si comprano al supermercato. Ciclamini, mazzi di rose e crisantemi in media costano il 20 per cento in meno rispetto a quelli acquistati dai fiorai.
«La concorrenza della grande distribuzione – spiega Marcello Niccolai del garden Niccolai – è insostenibile: riescono a vendere a prezzi inferiori rispetto a quelli che mi impone il mio grossista. Spesso devo praticare prezzi sotto costo, altrimenti i fiori mi restano in casa. Del resto propongono promozioni nelle occasioni più importanti per i fiori: il giorno dei morti, San Valentino, la festa della mamma».
Da un fioraio i ciclamini possono variare tantissimo a seconda della dimensione, da 1,50 fino addirittura a 12 euro per quelli più grandi.
«La crisi quest' anno si sente ancora di più – spiega Severino Pacini, che ha il negozio accanto al cimitero di Coiano – la gente non spende e spesso compra una rosellina che costa 2 euro. La grande distribuzione ci penalizza. Anche i nostri fornitori tengono sempre meno merce».
Tra le note di colore (e di profumo): i crisantemi non sono più i fiori dei morti, si preferiscono i ciclamini o le erbacee come l'erica che resiste anche al freddo. In ascesa anche i fiori finti: un mazzo di queste rose costa 12 euro, come uno di fiori freschi.
«Il calo che abbiamo registrato è del 30 per cento - spiega Carlo Degli Esposti di Fiori e Marmi – a causa dei supermercati che, oltretutto, hanno i nostri stessi fiori, solo che li tengono nelle celle frigorifere. Noi invece ci riforniamo tre volte alla settimana a Pescia e a volte direttamente dai contadini».
Su qualche tomba sono state posate rose che arrivano dai giardini: un modo per omaggiare il defunto con un po’ di aria di casa, ma forse anche per risparmiare.
«Nonostante tutto – spiega Luciana Lofrano della Bottega dei fiori – sostiene le vendite la nostra clientela affezionata che non ci abbandona». Nubi anche sulle serre: «La crisi si sente - spiegano a Spazio Verde - e i fiori non sono un bene di prima necessità». (a.a.)
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