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Prato

terminato il congresso

Emorragia di tessere ma il voto è “bulgaro”

Emorragia di tessere ma il voto è “bulgaro”

PRATO. I festeggiamenti di Gabriele Bosi per la conquista della segreteria con margini bulgari (70,1% a 29,9%, altre due vittorie a Carmignanello per 11 a 3, a Paperino per 5-4) e l'emorragia di...

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PRATO. I festeggiamenti di Gabriele Bosi per la conquista della segreteria con margini bulgari (70,1% a 29,9%, altre due vittorie a Carmignanello per 11 a 3, a Paperino per 5-4) e l'emorragia di iscritti e votanti. Il Partito Democratico si presenta alle porte delle amministrative con questa immagine, una volta chiusa la partita interna con gli ultimi congressi di circolo di giovedì sera. Un deterioramento secondo pareri pressoché unanimi in via Carraia, frutto dell'annus horribilis 2013, dalla non vittoria di Bersani alle elezioni di febbraio fino allo psicodramma delle presidenziali e la nascita del governo delle larghe intese. La disaffezione, in verità, si fa sentire maggiormente a Prato. Così, mentre in altre parti d'Italia il rush dei congressi provinciali è servito a rimpolpare gli elenchi dei tesserati, a Prato si è registrata una marcata riduzione della partecipazione al voto rispetto al congresso del 2010. I voti validi sono appena 1.490 (1.045 a Bosi e 445 ad Alberti) ben al di sotto dei 2.126 di un triennio fa, quando a incrociare le armi della competizione furono Ilaria Bugetti e Stefano Ciuoffo.La perdita secca è di 636 tesserati-elettori al congresso. Sul numero complessivo di iscritti poi la differenza è ancor più impietosa, considerato che nel 2010 erano 3.500. Il declino è significativo, perché sostanzialmente omogeneo. Se si escludono Poggio a Caiano, Luicciana, Tavola, San Giusto e l'exploit di elettori al circolo sanità Democraticamente, dalla Valdibisenzio a Carmignano i democratici vedono arrivare a piena maturazione la delusione della base, più scettica del passato circa la possibilità di cambiare il corso della politica cittadina. Che tesserarsi e votare ad un congresso sia poco di moda lo si capisce a Vernio (-71 preferenze) come in pieno centro storico al circolo Tintori (-48), nel borgo antico di Figline (-61) al pari della periferia di Borgonuovo. Quest'ultimo incarna un caso emblematico: rispetto al 2010 segna un -102 voti e ne recupera solo 60 dalla costola, nata da una scissione, della nuova sezione di via Cilea a San Paolo.

È questa analisi, congiunta ad un desiderio diffuso di rivincita alle Comunali della prossima primavera, che potrebbe giocare a favore di una collaborazione fra Bosi e Alberti. Il primo segnale lo offre il neosegretario, il quale garantisce un confronto costante con lo sfidante sconfitto. Se questo si tradurrà in una gestione collegiale della segreteria e della direzione del partito oppure nella nascita di una minoranza critica si saprà solo dopo il 17 novembre, una volta ultimata la fase del congresso nazionale, quando Bosi convocherà l'assemblea provinciale per ufficializzare la sua squadra. (c.p.)

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