Il dolore
Bosi svolta a sinistra: apre a Sel, chiude a Sc
La prima volta del nuovo segretario Pd: i giornalisti li incontra in piazza. Gestione unitaria e mano tesa allo sfidante
PRATO. La gestione unitaria del Pd con l'altro contendente alla segreteria, Alberti, per la ricostruzione del centrosinistra a Prato a partire dall'alleanza con Sel – rotta su scala nazionale dal governo di grande coalizione – e porta chiusa ai montiani.
Gabriele Bosi fa capire di avere ben chiaro come dovrà essere il Partito Democratico nel prossimo triennio e del modus operandi per riprendere la guida del Comune.
Acquisito il dato definitivo del congresso provinciale e forte del suo 70,1% nel voto fra gli iscritti, si apre alla città.
La cornice per la prima uscita pubblica, del resto, non è la sede del partito di via Carraia.
Per addolcire un'immagine da uomo d'apparato e custode dell'ortodossia si presenta alla stampa nella piazzetta della chiesa del Soccorso, il quartiere simbolo del degrado delle periferie sotto la giunta Cenni e della sinergia fra Pd e comitati, che insieme lottano per impedire che il raddoppio della declassata avvenga col viadotto.
Tendendo fermo, come stella polare, che il suo ruolo non dovrà fare ombra al candidato sindaco, ma sarà di coordinamento politico.
Il Pd del futuro. «La diminuzione degli iscritti (che coi congressi sono arrivati a 2.100, quasi la metà rispetto al 2010, 100 in meno rispetto all'anno scorso, ndr) ci interroga, ma non esiste un partito con questo radicamento sul territorio» è lo scatto d'orgoglio dinanzi a chi gli fa notare i numeri deludenti della partecipazione ai congressi di circolo che l'hanno incoronato leader.
La promessa è di intensificare la presenza, riaprendo le sedi in centro storico e al Soccorso.
«Vorrei superare questo limite. Col nuovo tesoriere farò un piano e chiederò un coinvolgimento del livello regionale e nazionale per contribuire al finanziamento».
Riguardo ai rapporti con lo sfidante Alberti conta in un coinvolgimento. I due si vedranno domani per i primi abboccamenti finalizzati a una gestione unitaria.
Tutti temi sul tavolo. La priorità è ricreare il sodalizio con Sel, ma è solo la casella iniziale della marcia verso le elezioni comunali: «Non siamo autosufficienti - afferma Bosi - Dovremo rivolgerci a forze civiche».
Un'espressione che chiarisce con nettezza per evitare abbinamenti – molto discussi nelle ultime settimane – con i centristi dell'ex premier: «Preferisco le liste civiche alle Scelte Civiche».
La premessa ad ogni alleanza, comunque, resterà un programma condiviso: «Altrimenti - dice - dopo aver vinto rischiamo di non poter governare».
Solo le primarie da mettere in calendario per l’ inverno individueranno il campione riconosciuto del centrosinistra, tuttavia il neosegretario fissa un paletto: «Avrebbe un valore aggiunto se avesse la tessera del Pd, ma prima di tutto ci consulteremo coi cittadini». Ponendosi in competizione coi grillini proprio sul terreno dell'ascolto delle persone: «Mentre loro hanno prima fatto votare ai militanti la rosa dei candidati noi con le primarie faremo decidere tutto agli elettori. Siamo più aperti dei 5 Stelle»
Milone ha fallito. Sulle scelte di governo cittadine Bosi non vuole precorrere i tempi. Motivo per cui sul nodo spinoso della sicurezza e dell'immigrazione si affida alle ricette della conferenza programmatica del partito di questo inverno.
Tuttavia, si espone sul bilancio dell'azione della giunta Cenni su blitz e distretto parallelo: «Dal controllo della legalità non si può prescindere, ma deve cambiare l'approccio. L'assessore Milone si è concentrato su interventi spot, sguarnendo le periferie. Un fallimento finora».
Un passaggio lo dedica al centro storico (suo collegio elettorale): Bosi si dichiara favorevole ad estendere i varchi elettronici all'intera Ztl.
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