Sicurezza
Percorso storico per riscoprire i borghi medievali
La prossima primavera sarà inaugurato il primo anello Sarà fatto uno studio sulla Torre della Melograna
VAIANO. La prossima primavera verrà inaugurato il primo anello storico; tre chilometri dal centro visite Le Fornaci che passano per la Torre della Melograna, con rientro a Sofignano.
«Oltre a riaprire questo percorso - spiega il sindaco Annalisa Marchi – abbiamo anche iniziato una collaborazione con gli archeologi dell' università di Firenze per una valutazione della torre, mentre al Cdse verrà affidato l'incarico di redigere il primo atlante dell' edilizia medioevale della Calvana, che potrà essere integrato anche dal contributo degli altri Comuni».
Il progetto, che è stato finanziato dalla Regione, vedrà anche la partecipazione della Provincia.
«Il percorso – spiega il sindaco – ha una doppia valenza; storica in quanto la torre risale al 1200, coetanea con la Rocca Cerbaia, ma anche naturalistica poichè il bosco ha contaminato le piante del giardino intorno alla torre dando origine a una specie di interesse scientifico».
Nei progetti dell' amministrazione anche la messa in sicurezza del monumento che costituiva la fortificazione più a nord della città di Prato. «Ovviamente non si può parlare di restauro – continua il sindaco – visto che è ridotto a un rudere, tuttavia vogliamo cercare di salvare la struttura, che si trova in un terreno privato». Per la realizzazione del progetto, il cui costo complessivo è di 22.500 euro, è stato fatto un accordo con i proprietari dei terreni su cui si estenderà il percorso.
L'atlante invece servirà per indirizzare gli interventi di recupero e riqualificazione della Calvana, per classificare tutto un patrimonio che rischia di scomparire, ma anche per ricostruire, su base storica, gli antichi tracciati che mettevano in collegamento i piccoli nuclei rurali con le città del territorio. Un nuovo tassello per rendere Vaiano meta anche di un turismo d'elite legato alla passione per l'archeologia». La giunta Marchi crede molto nella valorizzazione del territorio attraverso la sua storia, in quest'ottica sono stati portati avanti i lavori di restauro della Badia, ma anche organizzata la mostra Le case della memoria italiane e ungheresi: una risorsa condivisa per la cultura alla Villa al Mulinaccio che è Casa della Memoria del navigatore e filologo Filippo Sassetti (1540-1588).
Alessandra Agrati
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